Dissesto nella Bergamasca, la rincorsa all’emergenza: solo il 22% per prevenire

I DATI. Su 100 euro, 78 alle urgenze. Lo studio di Omega Srl: la nostra provincia seconda in Lombardia per «pressione franosa».

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Nelle aree della Bergamasca che presentano qualche livello di rischio franoso e alluvionale si trovano oltre 55mila edifici, pari al 21,4% di quelli censiti in provincia. Non solo: «3.615 imprese sono esposte a rischi da frane, e 17.790 a rischio alluvionale, per un totale di 21.405 attività economiche, pari al 21,5% delle imprese bergamasche».

Insomma, un’impresa e un edificio su cinque circa si trovano in una zona potenzialmente esposta a dissesto idrogeologico, pur con diversi gradi di pericolosità.

Lo studio

È uno dei dati da cui parte il position paper «Governare il rischio - Il dissesto idrogeologico oltre l’emergenza», il primo realizzato dal Centro Studi economici e politiche sociali della società Omega Srl di Matteo Oriani e Alessandra Ghilardi, che si occupa di supporto agli enti locali e alle realtà del terzo settore, in particolare in materia di bandi. Il documento, mettendo in fila dati di varie fonti pubbliche, tra cui Ispra, ma anche Polis Lombardia, evidenzia come «il rischio idrogeologico lombardo non interessa soltanto contesti periferici, ma coinvolge direttamente aree economicamente centrali e infrastrutturalmente strategiche».

I numeri

Secondo Ispra, oltre novemila abitanti bergamaschi sono esposti a rischio franoso elevato o molto elevato, e 31mila a rischio medio. Circa 196mila sono invece esposti a rischio alluvionale, tra elevato (27mila), medio (51mila) e basso (117mila). Va inoltre tenuto conto del fatto che molti Comuni bergamaschi, inclusi quelli vallari, sono realtà anche realtà turistiche, che in alcuni periodi dell’anno vedono la popolazione aumentare in maniera significativa.

La «pressione franosa»

Per quanto riguarda la quota di territorio esposto a rischio frane, la Bergamasca si attesta al 14,45%, terza in Lombardia dopo Sondrio e Lecco. Terza a livello regionale, la nostra provincia, lo è anche per numero di fenomeni franosi censiti: 28.879. Ma, evidenziano da Omega, i dati territoriali «secchi» non bastano a raccontare tutta la storia: incrociando i fenomeni franosi censiti dal database Iffi di Ispra con la superficie territoriale e gli indici di rischio, il report propone un nuovo indicatore di «pressione franosa» sui territori, che vede la nostra provincia piazzarsi al secondo posto in Lombardia dopo Sondrio.

Leggi l’approfondimento completo su L’Eco di Bergamo di lunedì 8 giugno, alle pagine 20 e 21

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