Ex Molini Moretti riparte il piano per 76 appartamenti a Colognola

IL PROGETTO. Iniziata la messa in sicurezza della «voragine».Manzi: «In un anno e mezzo le nuove residenze pronte».

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I residenti di Colognola la chiamano la «voragine» di via Rampinelli, uno scavo profondo sette metri realizzato prima del Covid con l’obiettivo di completare un intervento avviato ancor prima, il piano «ex Molini Moretti», rimasto incompiuto.

Quella ferita da anni sotto gli occhi dei cittadini, non senza preoccupazioni per i risvolti legati alla sicurezza, sarà finalmente sanata. Da qualche giorno gli operai sono entrati in azione. Non una falsa partenza, ma l’allestimento per l’avvio «ufficiale» del cantiere, per la realizzazione di quattro nuove palazzine a destinazione residenziale che dovrebbero essere ultimate tra circa un anno e mezzo. Non più 110 appartamenti come inizialmente previsto, ma 76, mantenendo però le stesse volumetrie.

I dettagli del progetto

Un altro tassello nel comparto a sud-ovest della città va così a ricomporsi, con il ridisegno dell’area compresa tra i quartieri di Colognola, San Tomaso e Villaggio degli Sposi, dando una seconda possibilità a siti oggi dismessi. Ad annunciare la svolta sul piano di via Rampinelli è Francesco Manzi, imprenditore bergamasco che dieci anni fa realizzava il primo lotto degli ex «Molini Moretti» (nella compagine societaria «Mrm srl») e che ha lavorato su più ambiti di rigenerazione, dall’ex «Mangimi Moretti» di Campagnola (era il 2021) alla ex «Reggiani» (piano urbanistico il cui iter autorizzativo è in corso).

«I lavori a Colognola sono ufficialmente partiti, gli operai stanno pulendo l’area di cantiere, la recinzione è stata cambiata, nelle prossime settimane saranno montate anche le gru, i lavori avranno continuità», assicura l’imprenditore che, attraverso la sua società, realizzerà l’intervento sulle ceneri di quello che un tempo furono i «Molini Moretti». L’area di cantiere ha vissuto in uno stato di semi-abbandono per anni, con lo scavo delle fondamenta a cielo aperto.

La prima convenzione risale al 2008, poi modificata nel 2013. Da allora si sono susseguite una serie di proroghe legislative, con la scadenza della convenzione fissata a maggio 2026. Un termine rispettato, con la revisione del progetto avviata già nel 2025. E proprio un anno fa i problemi legati alla sicurezza dell’area di cantiere era stato posto al Consiglio comunale di Bergamo con un’interrogazione presentata dalle minoranze (a firma di Cristina Laganà, Fratelli d’Italia) nella quale veniva descritta un’area «abbandonata, con le paratie arrugginite, potenzialmente pericolose per i passanti». La proprietà era intervenuta per mettere in sicurezza il cantiere, in attesa che l’iter autorizzativo giungesse a compimento.

La ripartenza del cantiere

Da qualche giorno la ripartenza, per un piano che l’operatore intende concludere «nell’arco di 15-16 mesi – tratteggia l’orizzonte temporale Manzi –. Dopo il Covid le richieste per le abitazioni sono cambiate, con la richiesta di appartamenti più ampi, spazi esterni vivibili, con grandi terrazze, il vecchio progetto non rispondeva più alle richieste di mercato, erano infatti previsti soprattutto bilocali. Anche i materiali sono cambiati, il progetto dal punto di vista architettonico è stato rivisto, tutto questo ha richiesto del tempo. Gli appartamenti che dovevano essere 110 sono diventati così 76».

L’aspetto delle quattro palazzine è stato rivisto in questi anni, i render oggi pubblicati sul nostro quotidiano sono una bozza in via di definizione, ma danno l’idea di quanto sarà realizzato accanto agli edifici del primo lotto. «In tutto quattro, di 4 e 5 piani, per un totale di 76 appartamenti oltre autorimesse singole o doppie al piano interrato – spiegano i tecnici dell’operatore –. Le unità immobiliari avranno un grado di finitura alquanto elevato, con mini-domotica, raffrescamento, pavimentazioni, rivestimenti in legno e ceramica, ampi balconi e terrazzi. La commercializzazione delle unità immobiliari è stata affidata alla società “Il borsino immobiliare” e avrà decorrenza a fine allestimento cantiere. Inoltre, dal prossimo settembre, ci sarà una programmazione vendite con prezzi calmierati per le prime dieci unità».

Le altezze dei palazzi

Con l’ultima versione del piano autorizzata da Palafrizzoni le nuove palazzine della seconda lottizzazione, raggiungeranno un’altezza massima di cinque piani (in passato, nei vari passaggi amministrativi, ci fu anche una versione con l’edificio più alto a sette piani). «Non saranno edifici impattanti – rassicura Manzi –. Saranno all’avanguardia, nella revisione del progetto abbiamo previsto balconi in vetro e nuovi materiali, alleggerendo l’impatto».

I risvolti pubblici del piano sono stati già realizzati con il primo lotto, nello specifico la passerella ciclopedonale che supera l’Asse interurbano, collegando il quartiere di Colognola con quello di via San Tomaso, attraverso la via San Bernardino. Resta solo da realizzare un parcheggio davanti ai quattro nuovi edifici, ultimo step del piano di urbanizzazione.

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