Falsi investimenti nelle auto di lusso, blitz tra Bergamo e altre sei province - Foto e video
L’INDAGINE. L’operazione della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato di Bergamo. Nove persone raggiunte da misure cautelari. Secondo gli investigatori venivano promessi rendimenti mensili fino al 3% attraverso un presunto business legato al noleggio di vetture di alta gamma.
Lettura 1 min.Un presunto sistema criminale basato su falsi investimenti, società di comodo e movimentazioni di denaro anche verso l’estero è stato smantellato dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Bergamo. Nella mattinata di giovedì 11 giugno gli investigatori hanno eseguito nove misure cautelari nei confronti di persone residenti o domiciliate nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Lecco, Monza Brianza e Vibo Valentia.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, ha portato anche all’esecuzione di sequestri preventivi finalizzati alla confisca per oltre 1,6 milioni di euro. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, esercizio abusivo dell’attività di investimento, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio e violazioni di natura tributaria.
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Lo «schema Ponzi»
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, il gruppo avrebbe operato attraverso una rete di società riconducibili a prestanome. Il meccanismo proposto alle vittime ricalcava il noto «schema Ponzi»: agli investitori venivano promessi rendimenti mensili tra il 2 e il 3 per cento grazie a un presunto business legato al sub-noleggio di auto di lusso.
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I contratti facevano riferimento a fondi comuni di investimento, nonostante le società coinvolte non fossero autorizzate a svolgere attività di gestione del risparmio. Le somme raccolte sarebbero poi confluite su conti correnti intestati a società create ad hoc e alimentate da fatture per operazioni ritenute inesistenti. Il denaro sarebbe stato successivamente trasferito tra diverse società del gruppo e conti personali degli indagati, fino a raggiungere, in alcuni casi, rapporti bancari in Irlanda e Slovenia.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figura anche quello di una donna, erede di un ingente patrimonio, convinta ad affidare gran parte delle proprie risorse economiche per la realizzazione di una struttura destinata al ricovero di cani. Per accreditare il progetto, uno degli indagati l’avrebbe accompagnata da un notaio a Roma per costituire una società, appropriandosi poi dell’assegno destinato al capitale sociale.
Le pressioni alle vittime
Le indagini hanno inoltre documentato presunte pressioni e minacce nei confronti di alcune vittime. In un caso sarebbe stata organizzata una vera e propria spedizione punitiva culminata con il pestaggio di un uomo e la sottrazione di una Lamborghini. Nell’operazione sono stati impiegati oltre cento tra poliziotti e finanzieri, con il supporto di elicotteri e unità cinofile.
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