Funerali di Alessandro Besana, l’ultimo saluto a Bergamo: «Sandro, un dono grande per tutti»

IL FUNERALE. Nella chiesa di San Tomaso Apostolo l’abbraccio di familiari, amici e comunità ad Alessandro Besana, morto a 60 anni per un malore alle Cinque Terre. Nell’omelia don Massimo Epis: «Non ambiva a ruoli, sentiva la necessità di mettersi al servizio».

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«Sandro era lucido nello smascherare l’ingiustizia, non assecondava mai le lamentele improduttive e cercava di compiere il bene possibile»: con queste parole don Massimo Epis, insegnante in seminario e amico di famiglia, ha ricordato Alessandro Besana durante i funerali celebrati nella mattinata di mercoledì 12 agosto nella chiesa parrocchiale di San Tomaso Apostolo, a Bergamo.

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L’abbraccio della comunità

Besana, 60 anni, è morto domenica 9 agosto a Manarola, alle Cinque Terre, dopo un malore improvviso mentre si trovava in mare durante una gita in barca con la moglie Maria Teresa Marcaccio e una coppia di amici. Lascia, oltre alla moglie, i tre figli Lorenzo, Nicola e Maddalena. Dirigente amministrativo, Besana era molto attivo nella parrocchia e nella Polisportiva dell’oratorio, di cui è stato presidente per due mandati.

La Messa, molto partecipata, è stata presieduta dal parroco don Giuseppe Rossi e concelebrata da don Andrea Mazzucconi, già parroco di San Tomaso, don Giuseppe Locatelli, parroco di Albino, don Andrea Mangili, parroco di Sant’Antonio di Valtesse, don Marco Gibellini, parroco di Berzo San Fermo, e dallo stesso don Epis.

Il grande cuore e la fede

Nell’omelia don Epis ha ricordato l’impegno di Besana nella comunità e il suo stile discreto di servizio: «Non ambiva a ruoli, ma sentiva come un fuoco la necessità di mettersi al servizio. Ecco perché la tua vita è stata preziosa non solo per voi familiari, ma anche per tutti noi». Poi il ringraziamento, affettuoso e corale: «Sandrino, oggi ci stringiamo per dirti grazie di cuore, sei un dono grande per tutti».

Parole che hanno richiamato anche la fede di Besana: «Hai scelto di credere con lo stupore disarmato di un bambino». E nella preghiera finale, la richiesta di continuare a sentirlo vicino: «Tutti noi abbiamo ancora bisogno di Sandro: Signore, donaci di sentirlo vicino».

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