Malore fatale alle Cinque Terre: «Ciao Sandrino, le anime belle non ci lasciano mai»

LA LETTERA. «Era la persona che tutti vorrebbero avere a fianco nella vita»: gli amici salutano Alessandro Besana. La tragedia mentre era in vacanza con la moglie in Liguria. Saranno celebrati mercoledì 12 agosto alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Tomaso Apostolo i funerali di Alessandro Besana , il sessantenne morto domenica alle Cinque Terre per un malore che lo ha colto poco dopo essersi tuffato in mare da una barca. Era in vacanza da venerdì 7 con la moglie Maria Teresa Marcaccio. Dopo aver passato la notte a casa di amici a Levanto, domenica 9 i quattro hanno deciso di fare una gita in barca a Manarola. Alle 13 la tragedia: Besana è stato subito soccorso, prima da un bagnante medico e poi dal personale della Pubblica Assistenza di Riomaggiore. Rianimato a lungo, non c’è stato nulla da fare. La salma è stata composta all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia e mercoledì 12 agosto arriverà direttamente in chiesa. Besana lascia tre figli: Lorenzo di 30 anni, Nicola di 29 e Maddalena di 25. Gli amici hanno voluto ricordarlo con queste parole.

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La lettera

«Sandro era la persona che tutti vorrebbero avere a fianco nella vita: intelligente, arguto, ironico, generoso, di sani e ferrei valori, entusiasta, empatico, che sapeva ascoltare e consigliare, sempre preoccupato prima dei problemi degli altri che delle sue fatiche che tendeva a sminuire. Se non ci si sentiva da qualche giorno arrivava puntuale quel messaggio che ora mancherà terribilmente: “Tutto bene?”. Una persona semplice ma forte nei principi. La disponibilità è stata sempre un suo tratto distintivo. C’era sempre per la sua famiglia, la moglie Maresi e i figli Lorenzo, Nicola e Maddalena e per i suoi tanti amici. Non ci ricordiamo un litigio o una discussione in cui abbia alzato i toni in più di 50 anni di amicizia. Ha fatto tanto anche per la comunità di San Tomaso, quartiere dove è cresciuto e ha sempre vissuto. Impegnato in parrocchia, nel sociale e nella Polisportiva a cui ha regalato tempo, idee ed energie anche quando il lavoro e qualche acciacco dell’età non lo avrebbero permesso. Lo sport (il calcio, l’Atalanta e la pallavolo) era una delle sue passioni che ha praticato a buon livello negli anni della gioventù e insegnato con pazienza e dedizione a grandi e piccoli che ha poi allenato. Un solo pensiero vale come parziale consolazione: le anime belle non ci lasciano mai e hanno un posto riservato di diritto fra i giusti. “Ciao Sandrino, oggi no non va tutto bene”».
Gli amici del Campo Ardens

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