Furti al Gigante di via Bono e alla Coop a Treviglio: 5 minori denunciati. Oggi gli interrogatori
LE MANIFESTAZIONI. Identificati gli autori dell’assalto di sabato al «Gigante» durante le proteste studentesche. E a Treviglio mille ragazzi in strada: saccheggiata la Coop. Nella mattinata di martedì 20 ottobre i due arrestati saranno sentiti dal gip.
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Una sassaiola rivolta alle forze dell’ordine e un petardo fatto esplodere in largo Porta Nuova. Lunedì 19 ottobre anche a Bergamo, così come in diverse altre città, gli studenti sono tornati in strada: il bilancio è di trenta ragazzi – tutti minorenni e alcuni già presenti ai disordini di sabato – portati in questura per essere identificati e cinque di loro, tre in città e due a Treviglio (dove pure si è snodato un corteo), denunciati a piede libero. Alcuni sono stati identificati ieri per fatti risalenti a sabato, come il saccheggio del supermercato «il Gigante» di via Bono. Situazione che ieri si è ripetuta alla Coop di Treviglio.
Alla fine i cinque (tre a Bergamo e due a Treviglio) devono rispondere, a vario titolo, dei reati di furto, danneggiamento, lancio pericoloso di cose, travisamento, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Si aggiungono ai cinque già denunciati sabato, giorno in cui si erano registrati anche due arresti: un pakistano di 35 anni e nigeriano di 19, tuttora in carcere e che saranno sentiti stamattina (20 ottobre) dal gip.
In 250 verso Porta Nuova
Lunedì mattina, grazie al tamtam sui social – terminologia che i ragazzi coinvolti hanno riferito di ignorarne il significato – gli studenti si sono dati appuntamento prima delle 8 in piazzale Marconi: da lì in circa 250 (secondo la questura) si sono poi diretti verso Porta Nuova, dove si è registrata la sassaiola ed è stato fatto scoppiare un grosso petardo. Lanciati anche alcuni cestini e bottiglie di vetro: nessuno è rimasto ferito. A quel punto il gruppo si è sparpagliato e diviso in gruppetti più piccoli, monitorati a vista dal personale di polizia di Stato, carabinieri, Guardia di finanza e polizia locale, secondo un piano definito in seno al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. In via Taramelli la questura ha fermato e identificato 25 minorenni, di cui 23 portati negli uffici di via Noli per ulteriori accertamenti. Molti avevano infatti con loro maschere e passamontagna, pur senza indossarli in quel frangente.
Poco distante anche i carabinieri hanno fermato e identificato altri cinque giovani: in tutto, dunque, sono stati 30 i minorenni ai quali sono state registrate le generalità. Già a metà mattinata la situazione si è tranquillizzata. Alle 16 si è creato un nuovo assembramento di una trentina di persone – con bandiere della Palestina e dei «Giovani comunisti» – ancora in Porta Nuova, senza incidenti. Realizzato sul posto uno striscione con la scritta: «No allo stato di polizia, no all’abuso di potere!».
«Dalle 7 un centinaio di poliziotti in stazione rastrellavano tutti i ragazzi stranieri che vedevano, quasi tutti minorenni: molti sono stati scaraventati a terra e una ragazza è finita all’ospedale – sottolinea uno studente dell’Accademia Carrara, portavoce dei “Giovani palestinesi” di Bergamo – . Diversi ragazzi sono stati buttati fuori dai bus scolastici senza una valida ragione dai poliziotti: siamo qui per sostenerli. Se lo Stato ci brucia il futuro, noi ci prendiamo il presente». Una ricostruzione dei fatti totalmente smentita dalla questura, alla quale non risultano feriti, «rastrellamenti» e studenti fatti scendere dai bus.
Giù le serrande a Treviglio
Sempre ieri mattina a Treviglio hanno sfilato – senza preavviso obbligatorio alla polizia – oltre mille studenti in centro e due di loro hanno concluso la giornata in commissariato, il primo con l’accusa di aver danneggiato il vetro di un’auto, il secondo di furto all’interno del supermercato Coop. La mattinata ha suscitato molta preoccupazione, tanto che alcuni commercianti, all’avvicinarsi della manifestazione, hanno abbassato cautelativamente le serrande su invito della polizia: una misura che il tono pacifico dei manifestanti ha poi reso superflua.
«Diversamente da altri parti, dove abbiamo assistito a scene intollerabili e da condannare senza alcuna esitazione, qui è accaduto qualcosa di diverso», commenta il sindaco Juri Imeri, che invita «i giovani a condividere il loro punto di vista cogliendo le occasioni di partecipazione». Precisando però anche che «la libertà e i diritti camminano sempre di pari passo con il rispetto delle regole e le manifestazioni vanno preventivamente concordate e autorizzate dalle autorità competenti».
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