Il tarlo asiatico è arrivato in città, si dovranno abbattere 204 alberi

IL FENOMENO. L’insetto ha intaccato 4 piante, due al parco della Trucca, una al Cte del VIllaggio degli Sposi e un’altra al parco Aldo Moro. La Regione provvederà al taglio degli arbusti a rischio fino a 100 metri da quelli infetti.

Si sta espandendo il focolaio del cosiddetto «tarlo asiatico», nome comune dell’Anoplophora glabripennis, un insetto di origine asiatica altamente nocivo per molte specie di latifoglie ornamentali, alberi arbusti che è arrivato anche alle nostre latitudini molto probabilmente attraverso il trasporto dei bancali in legno. Alcune piante in città sono state intaccate e ora è necessario provvedere all’abbattimento i 204 alberi.

I primi casi si erano registrati nelle scorse settimane nei comuni di Curno e Treviolo.

La presenza di questo insetto a Curno e Treviolo ha richiesto nelle scorse settimane la definizione di un’area di sorveglianza i cui confini hanno ricompreso i quartieri Villaggio degli Sposi, Grumello, Longuelo, Loreto, S. Paolo, San Tomaso, Colognola, dove i tecnici ERSAF hanno cominciato ad eseguire i controlli sul verde pubblico.

L’esito dei controlli e i primi provvedimenti

L’esito dei controlli ha evidenziato la presenza del tarlo asiatico in 2 piante al Parco della Trucca, una pianta al CTE Villaggio Sposi e una pianta al Parco Aldo Moro. La lotta a questi parassiti prevede la sorveglianza e la distruzione per legge delle piante infestate. Inoltre, una volta rilevata la presenza, si impone l’adozione di una serie di misure obbligatorie, prima tra tutte l’abbattimento delle altre piante sensibili (acero, ippocastano, betulla, pioppo, salice, olmo) fino a 100 metri da quella infestata, oltre che la definizione di un’area di sorveglianza (fino a 2 km dal focolaio) dove eseguire ulteriori controlli.Per questo sarà necessario procedere a breve all’abbattimento di 204 alberi. Il taglio avverrà a cura di Regione Lombardia che provvederà anche al rimpianto degli alberi abbattuti con essenze diverse da quelle maggiormente sensibili al contagio.

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I provvedimenti assunti ad oggi sono in divenire perché i controlli proseguono nelle aree verdi private nel zona del Villaggio Sposi e nelle altre pubbliche sopra indicate. Il Comune di Bergamo ha indetto un’assemblea pubblica al Villaggio Sposi per condividere con la cittadinanza le ragioni e le azioni nell’area.

L’assessora Marchesi: «Questa esperienza ci porta a confermare la necessità di un aumento della biodiversità nella nostra città».

«Sono molto dispiaciuta delle scelte che siamo costretti a compiere nei prossimi giorni. Ci rendiamo conto del disagio che tutto ciò comporta per i cittadini a cui diamo la garanzia di provvedere al rimpianto appena possibile con alberi non a rischio – spiega Marzia Marchesi, assessore al Verde pubblico –. Questa esperienza ci porta a confermare la necessità di un aumento della biodiversità nella nostra città con la presenza di filari con essenze miste che consentono, in casi di epidemie, di evitare il vuoto biologico. L’utilizzo massivo di aceri sui nostri territori, non solo quello di Bergamo, è stata una scelta del passato fatta con poca ricerca, poca sperimentazione e certamente poca visione alla luce di quanto sta succedendo oggi. Il Piano del Verde, che il Comune sta realizzando in questi mesi, si muove proprio nella prospettiva di prevedere nelle prossime piantagioni soluzioni che ci proteggano dagli scenari peggiori».

Il programma di abbattimento

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