Ipotesi patente da 17 anni accompagnati: in realtà si può già, ma pochissimi lo fanno
CODICE DELLA STRADA. Tra le novità in esame anche 75 euro di multa a chi attraversa sulle zebre usando lo smartphone. Le autoscuole: «Minorenni al volante? Solo tra i 100 e 150 casi l’anno». Carminati: l’importante è aver chiari i rischi.
Lettura 3 min.Far guidare l’auto ai minorenni dal compimento del diciassettesimo anno d’età, a patto che siano affiancati da un adulto che abbia almeno 24 anni. È una delle proposte di modifica al Codice della strada sul tavolo del ministero dei Trasporti e che andrebbe a recepire una direttiva europea del 22 ottobre 2025 che prevede appunto la «guida accompagnata» per i diciassettenni. In realtà in Italia i ragazzi di 17 anni possono già guidare l’auto dall’aprile del 2012: si tratta proprio della «guida accompagnata», che prevede però che il minorenne abbia già conseguito (dai 16 anni) la patente A1 per guidare le moto da 125 cc e che sia affiancato da un adulto in possesso della patente da almeno dieci anni e che abbia meno di 60 anni.
L’iter già previsto
«Avendo già effettuato l’esame di teoria per la moto 125, il diciassettenne può ottenere dalla Motorizzazione un attestato di guida, indicando i nomi di tre tutor che lo potranno affiancare e dopo aver svolto dieci lezioni di pratica – spiega Massimo Flaccadori, segretario provinciale dell’associazione di categoria delle autoscuole Unasca e presidente del Consorzio Abc –. Dunque sì, in Italia dal 2012 si può già guidare a 17 anni, ma pochissimi lo sanno e lo fanno. I casi saranno tra i cento e i centocinquanta l’anno, che circolano con un cartello giallo e la scritta nera “GA”, che sta per “Guida accompagnata”. Un po’ per via dei costi, un po’ perché alcuni pensano che non valga la pena per un anno soltanto. A mio avviso, invece, si tratta di un investimento, visto che l’iter prevede anche dieci guide già fatte, la patente per le moto 125 con il superamento dell’esame scritto e poi un anno di pratica accanto a un adulto, iniziando ad avere una certa esperienza sulla strada. Se la nuova norma andrà a colmare o migliorare l’attuale situazione, accogliendo la direttiva europea, credo non potranno che esserci dei vantaggi».
L’altra lettura è legata all’attività di guida professionale: «Anticipare i tempi potrebbe essere un modo per aprire prima agli autisti professionisti – aggiunge Flaccadori –, ma credo che in questo ambito conti molto lo stile di vita degli autisti, piuttosto pesante e denso di sacrifici, che oggi tanti giovani non si sentono di intraprendere». Il tutor che oggi può affiancare per un anno il diciassettenne alla guida non deve inoltre aver subito interdizioni alla guida nei precedenti cinque anni e ovviamente rispettare durante l’accompagnamento le norme su alcol e sostanze stupefacenti: qualora venissero fermati per un controllo, anche l’accompagnatore verrebbe infatti sottoposto agli accertamenti per l’assunzione di alcol e droghe. Quanto al conducente minorenne, è tenuto a rispettare le stesse regole dei neopatentati e al compimento dei diciotto anni potrà iniziare a guidare in autonomia. Il cambiamento sostanziale previsto dalla revisione del Codice della strada riguarda proprio il fatto che non sarà più previsto, a differenza di quanto avviene ora, che il diciassettenne sia già in possesso della patente per la moto.
«Al di là dell’età, conta molto sapere i rischi che si possono correre sulle strade – evidenzia il presidente dell’Associazione italiana dei familiari e delle vittime della strada di Bergamo, Ivanni Carminati –: l’essere accompagnati per un anno può essere d’aiuto sicuramente per far comprendere i rischi per sé e per gli altri utenti della strada. L’ipotesi di far guidare da soli a 17 anni, invece, mi troverebbe totalmente contrario». Il presidente provinciale di Aci, Valerio Bettoni, sottolinea come «l’auto può diventare un’arma e dunque è sempre importante saperla gestire. Oggi i ragazzi sono sempre più svegli e attenti, ma mi chiedo: questo basta per farli guidare, seppure accompagnati, già a 17 anni?».
Le altre novità sul piatto
Quella della guida dai 17 anni non è l’unica novità prevista dalla revisione al Codice della strada sul tavolo del ministero dei Trasporti, ora nella fase di consultazione: è infatti previsto che vengano presentate le specifiche osservazioni entro il 13 di settembre. Tra le altre novità la più singolare riguarda i pedoni che guardano lo smartphone mentre attraversano la strada: stando al testo attualmente in discussione al ministero, sarebbero passibili di una multa di 75 euro. Nessun divieto, invece, di guardare o usare il proprio cellulare mentre si cammina sul marciapiede.
E poi, sempre sul fronte delle patenti, verrebbe introdotta la possibilità di anticipare, come detto, a 17 anni anche la patente C1 dell’autotrasporto e il superamento a destra in autostrada, quando sono presenti tre corsie e si circola a file parallele (un comportamento non ritenuto sorpasso e di fatto già tollerato). E poi, sempre in autostrada, ai motociclisti verrebbe consentito l’utilizzo della corsia di emergenza – a patto che lascino comunque passare prioritariamente i mezzi di soccorso – in caso di code o di traffico particolarmente congestionato.
Il capitolo multe
L’intenzione è di renderle maggiormente proporzionate alla gravità dell’infrazione commessa: per esempio, in caso di eccesso di velocità si ipotizza una correlazione con i chilometri orari superati. Oggi è già in parte così, ma sono previste delle fasce piuttosto ampie. Le stesse multe verrebbero poi notificate da remoto in tempi molto più rapidi: per gli accertamenti effettuati tramite telecamere o autovelox il termine potrebbe passare da 90 a 30 giorni.
Prevista inoltre una diversa ripartizione dei proventi delle sanzioni: attualmente la metà viene destinata a interventi di sicurezza stradale e l’altra metà resta all’ente accertatore. La proposta del ministero prevede di elevare al 70% la parte destinata alla sicurezza stradale. Stop, poi, agli aumenti automatici delle multe in base all’inflazione, mentre verrebbe prevista una maggiore incisività dei controlli tramite l’incrocio dei dati di più database e con la possibilità di intervenire in maniera drastica già dopo il primo controllo.
Nessuna stretta particolare, infine, è prevista per gli utenti della strada di età superiore agli 85 anni. Si tratta, comunque, di ipotesi ancora al vaglio del ministero, visto che il testo della normativa che andrà ad aggiornare il Codice della strada è ancora in fase di consultazione. L’iter potrebbe concludersi entro il 2026, ma le novità – se confermate – entrare in vigore soltanto dall’anno prossimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA