La crescita degli apicoltori bergamaschi: «Condizioni difficili, qui un’isola felice»

LA CURIOSITÀ. Tanti giovani appassionati: ApiBergamo ha organizzato un corso per imparare le tecniche del mestiere.

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Bergamo

Apis mellifera. È questo il nome scientifico con la quale viene identificata la specie più comune di ape, insetto molto noto e riconoscibile dalle sue striature gialle e nere. Oggi (20 maggio) ricorre la Giornata mondiale che celebra proprio questo animale, così piccolo ma estremamente fondamentale per il nostro ecosistema. E sì, apprezzato anche per la bontà del miele che ne deriva.

Gli apicoltori nella Bergamasca

Nella bergamasca il numero degli apicoltori (hobbisti ma anche professionisti) continua a crescere: sono quasi 900 i soci di ApiBergamo, l’associazione che raggruppa i produttori apistici della provincia, nonostante siano tempi duri per gli appassionati. Il clima «pazzo» e le insidie sono sempre dietro l’angolo. «Diciamo che dal 2010 in poi – confessa Pietro Cassani, presidente di ApiBergamo -, è stato tutto un calando. Condizioni meteo sfavorevoli, che non seguono più le classiche stagioni, ma anche altri ostacoli, come ospiti non graditi. Ad esempio la vespa velutina, parassita di origine orientale che sta arrivando anche nella bergamasca, e si nutre di api. Ne mangia “a bizzeffe”. Nell’ultimo anno e mezzo, sembra che le cose stiano andando leggermente meglio in provincia, ma siamo un’isola felice. Colleghi piemontesi mi hanno riferito che da loro, verso l’inizio di aprile, si è verificata una forte gelata che ha compromesso la stagione».

Il corso di ApiBergamo

Alla luce di tutto ciò, le api attraggono ancora. Una cinquantina di aspiranti apicoltori stanno seguendo un corso, organizzato proprio da ApiBergamo per imparare le tecniche del mestiere. Ed anche tra i giovani resistono gli appassionati. Come Emanuele Cesari, 18 anni compiuti proprio il 20 maggio, di Valbrembo, che era un bambino quando si è innamorato di questo mondo. Oggi, studente all’istituto agrario di Bergamo, ha già le idee ben chiaro riguardo il suo futuro. «In molti cercano di spaventarmi – riferisce -, mettendomi a conoscenza di tutti i sacrifici ed i problemi del mestiere, ma non ho paura. Conosco questo settore da una decina di anni ormai, quando ho iniziato a seguire Nunzio Grisa, storico apicoltore. Mi ha sempre portato con lui, dandomi la possibilità di scoprire tanti trucchi e segreti. Oggi, oltre a gestire dodici alveari di mia proprietà, sono un collaboratore dell’apicoltura Grisa, e sono anche un volontario di ApiBergamo coadiuvandoli in alcune attività».

Sacrifici e dedizione, ma stare in mezzo alla natura è impagabile per Emanuele. «Adoro la libertà che questo lavoro consente di avere stando all’aria aperta. Di contro richiede certamente tanto tempo». L’associazione propone diverse iniziative, come quella di «Mielerie Aperte» (indetta da Unaapi, Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani), durante la quale alcune realtà apistiche della provincia sono state aperte al pubblico, domenica 17 maggio, per spalancare le porte di questo mondo a tutti.

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