In duemila alla Marcia della Pace a Bergamo: «Cercare sempre il dialogo» - Foto e video

L’EVENTO. Oltre 2mila donne, uomini, ragazze, ragazzi, bambine e bambini hanno marciato insieme per dire che la pace è possibile e la si deve costruire a partire dalla propria vita quotidiana. Il video messaggio del Cardinale Pizzaballa.

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Bergamo

Oltre 2mila donne, uomini, ragazze, ragazzi, bambine e bambini hanno marciato insieme per dire che la pace è possibile e la si deve costruire a partire dalla propria vita quotidiana. Un lungo corteo coloratissimo, accompagnato dall’enorme bandiera della Pace che già lo scorso anno era stata esposta sulle Mura, ha attraversato la città, partendo dal Giardino della Pace, dove ha suonato l’orchestra Banda Larga di Monterosso.

Striscioni, palloncini, cartelli per raccontare che Bergamo crede nella pace, da costruire ogni giorno a partire dai luoghi del lavoro, della scuola, delle istituzioni, dai contesti sociali.Giunti in via Roma, i manifestanti si sono uniti con il corteo che è partito domenica mattina alle 8 da Albino e ha raccolto molti partecipanti lungo tutta la Bassa Valle Seriana; migliaia di persone hanno così percorso viale Vittorio Emanuele fino a varcare la soglia di porta sant’Agostino, riunendosi nel pratone della Fara, con il sottofondo della musica della Piccola Orchestra Karasciò, che ha continuato a suonare nel pomeriggio.

La ricorrenza

L’iniziativa della Marcia è inserita nella Settimana della pace e, in particolare, domenica nel percorso «Tessiture di Convivenza», promosso dall’Università degli Studi, Comune di Bergamo insieme a una rete di realtà associative, sociali, educative e istituzionali, oltre ad essere una delle tappe del Giro d’Italia per la Pace, promosso dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace, con l’adesione del Coordinamento Provinciale Bergamasco e della Rete Bergamasca per la Pace e il Disarmo.

La lampada della pace di Assisi

È stata la sindaca Elena Carnevali ad accogliere la «Lampada della Pace» di Assisi, dall’assessore Agostino Zanotti del comune di Roncadelle e dalla presidente del coordinamento Enti locali bresciani per la pace Rakeb Tosio, “un’opportunità - ha detto la sindaca Carnevali - per rinnovare l’amicizia e il legame stretto nel 2023 nell’anno della Capitale della Cultura”.

Tra i discorsi ufficiali sono riecheggiate le parole disarmo, responsabilità, convivenza ed è stata indicata come via possibile per la pace l’istituzione dei corpi civili di pace, nati da un’idea di Alex Langer, come «difesa civile, non armata e nonviolenta»; così come è stata ricordata l’esperienza del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (Mean) che ha portato alcuni bergamaschi a prendere parte a missioni in Ucraina. Più volte è stato ricordato che la campagna “Un’altra difesa è possibile”, proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di istituire una difesa civile non armata e nonviolenta, ha superato il quorum delle 50mila firme.

«La pace un cantiere aperto»

«È importante aver scelto di mettere in gioco il nostro tempo e corpo - ha detto l’assessora alla pace Marzia Marchesi dal palco alla Fara –. La pace non è quiete passiva, ma è un cantiere aperto in cui costruire insieme. Significa non dimenticare le oltre 40 guerre che si combattono nel mondo». Per la sindaca Carnevali si può essere «testimoni audaci e perseveranti promotori di pace. Il messaggio che arriva dalla Marcia è semplice e potente: camminiamo tutti nella stessa direzione, ognuno al proprio passo, condividendo il percorso. Il Comune ha la responsabilità di non considerare la pace come tema proprio delle politiche internazionali, ma delle nostre comunità in cui promuovere una buona convivenza perché i diritti siano per tutti e nessuno stia fuori dalle nostre scuole. I giovani sono i testimoni di questo presente». Il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Sergio Cavalieri ha sottolineato che «la pace è un impegno quotidiano per affrontare il conflitto in modo diverso, attraverso un lavoro educativo e formativo, promosso dall’università».

«Disarmare le parole»

Don Cristiano Re, delegato vescovile per vita sociale e mondialità, ha detto chiaramente che «si devono disarmare i cuori, le parole, per estirpare guerra e ostilità dai contesti in cui viviamo. È necessario disarmare la nostra economia bergamasca, senza nascondersi dietro all’idea che non dipenda da noi; non possiamo essere costruttori di pace mentre siamo costruttori di guerra. Si deve disarmare la paura attraverso l’accoglienza, guardare in faccia le persone per cogliere la sofferenza che le spinge ad essere qui. Solo così si possono costruire comunità di fraternità e dignità per tutti». Anche Dario Acquaroli, referente della Rete Pace e Disarmo ha toccato il tema dell’economia sottolineando che il dibattito deve riguardare istituzioni, sindacati per una riconversione della produzione bellica, il cui prezzo non debba essere pagato dai lavoratori .

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Matteo Rossi, presidente del Coordinamento provinciale enti locali per la pace, ha ringraziato gli amministratori per la loro presenza, e ha sottolineato la «vocazione» di Bergamo per la pace: «Pace e giustizia sono ostacolate da chi vuole muri per impedire alle persone di manifestare, per separare all’interno delle scuole». Il suo invito è stato rivolto ai giovani perché siano protagonisti del cambiamento. E sono stati dei giovanissimi a portare in testa al corteo lo striscione «Giro d’Italia per la pace», tra loro la sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Nembro Anna Cavagnis, con le consigliere Benedetta Parsani e Linda Carrara, e il sindaco del Crr di Villa di Serio Stefano Bonfanti.

La partecipazione del Cardinale Pizzaballa

«Bisogna insistere, cercando il dialogo in tutte le sue forme. Viviamo una fase nuova: ciò che è accaduto il 7 ottobre ha colpito in maniera profonda e quasi irreversibile la coscienza del Popolo israeliano ed ebraico in generale. E anche ciò che è accaduto - ed è ancora in corso - a Gaza è stato ugualmente dirompente per il mondo arabo e palestinese».

È da questa frattura che il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, invita a ripartire nell’intervento (inviato per videomessaggio) di domenica all’Università per l’incontro dedicato al dialogo tra le religioni come strada per la pace; una riflessione organizzata, nella giornata della Marcia per la pace, dall’Istituto Superiore di Scienze religiose di Bergamo, dall’Ufficio per il dialogo interreligioso della Diocesi e dal Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università.

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