«La preghiera di intercessione è stare in mezzo alle persone così come faceva Cristo» - Foto e video

GIOVEDÌ SANTO. La Messa crismale di giovedì 28 marzo presieduta dal vescovo Francesco ha riunito in cattedrale centinaia di sacerdoti della diocesi che hanno rinnovato le promesse pronunciate nel giorno dell’ordinazione.

Promesse di cui monsignor Beschi ha voluto sottolineare nell’omelia un particolare aspetto legato alla preghiera. «Nell’anno che Papa Francesco ha voluto dedicare alla preghiera riflettiamo sulla preghiera del prete, una preghiera promessa». Dalla basilica di Santa Maria Maggiore si è avviato il corteo dei vescovi bergamaschi e dei diaconi. Accanto al vescovo Francesco erano presenti i vescovi Natale Paganelli, Raffaele Martinelli, Carlo Mazza, Gaetano Bonicelli e l’Abate di Pontida dom Giordano Rota.

Monsignor Beschi ha voluto rinnovare anche l’appello alla solidarietà con l’accoglienza diffusa verso chi in questi ultimi tempi è giunto da zone di guerra nel mondo e dalla Striscia di Gaza. Le offerte dei sacerdoti raccolte durante la Messa saranno destinate al Patriarca di Gerusalemme, il cardinale bergamasco Pierbattista Pizzaballa per i bisogni delle famiglie cristiane di quella terra.«Abbiamo pronunciato una promessa di preghiera davanti a Dio e al popolo – ha detto il Vescovo nell’omelia –. La promessa umana è impegnativa perché nasce da una scelta, da una libertà, da una responsabilità personale. La promessa umana è parola che nasce dal cuore e genera futuro».

Nell’omelia ha dedicato uno spazio di riflessione alla preghiera di intercessione, indicandola come elemento caratterizzante della missione sacerdotale.«Noi facciamo memoria di Dio al popolo e memoria del popolo a Dio. La preghiera di intercessione è stare in mezzo alle persone così come faceva Cristo. Intercedere è pregare allargando le braccia per avvicinare l’uomo a Dio, Dio agli uomini e gli uomini tra loro».

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