L’ostensione pubblica delle spoglie di San Francesco per la prima volta in video
IL PROGETTO. Le riprese affidate alla bergamasca Officina della Comunicazione: «Per noi un privilegio autentico e una responsabilità straordinario».
Assisi
Per la prima volta in otto secoli di storia, l’ostensione pubblica delle spoglie di San Francesco d’Assisi viene documentata in video, dando vita al primo documento audiovisivo relativo a questo momento significativo.
Per la prima volta
Nel 1978 e nel 2015 la documentazione dell’intervento fu esclusivamente fotografico, non esistono quindi filmati precedenti di questo passaggio. La Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco dei Frati Minori Conventuali ha affidato in esclusiva alla bergamasca «Officina della Comunicazione» la realizzazione delle riprese ufficiali.
Il regista Omar Pesenti ha guidato la troupe nella documentazione: un momento di profonda emozione, vissuto nel silenzio e nella preghiera, che attraverso immagini curate con rigore, rispetto e sensibilità sta raggiungendo fedeli e comunità in tutto il mondo. Le riprese, destinate ai circuiti televisivi e ai media internazionali, oltre a diventare parte dell’archivio del Sacro Convento, accompagneranno le celebrazioni ufficiali e contribuiranno a raccontare la portata universale del messaggio francescano.
«Il nostro desiderio è poter documentare Francesco in maniera efficace, coinvolgente e rispettosa»
Le riprese sono state realizzate in altissima definizione cinematografica (6K), standard qualitativo che garantisce eccellenza visiva e, quindi, durabilità nel tempo, in linea con il valore storico e documentale dell’evento.
Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, sottolinea il desiderio di «documentare Francesco in maniera efficace, coinvolgente e rispettosa, con un’attenzione il più possibile evangelica. Questo significa avere uno sguardo attento sia verso Dio che verso gli uomini, ai santi come ai più fragili, ai grandi come agli ultimi. In questo percorso riconosciamo in Officina della Comunicazione un ottimo partner: insieme desideriamo continuare a trasmettere, con la sensibilità e gli strumenti della nostra epoca, quel tesoro inestimabile che è Francesco, dono che da ottocento anni porta bene e speranza al mondo»
«Un respiro lungo otto secoli»
Il regista Omar Pesenti racconta: «Quando il sarcofago si è aperto si è avvertita la densità della storia, quasi un respiro lungo otto secoli. In quel momento le telecamere dovevano custodire. L’immobilità ha ceduto. I frati hanno iniziato a cantare, a pregare. Alcuni si sono commossi, altri sono rimasti fermi, come ancorati al suolo. Qualcuno ha toccato l’involucro, lentamente, con una cautela che era anche stupore. La macchina da presa è rimasta lì, a distanza di respiro. Non ha spiegato, non ha commentato».
«Privilegio e responsabilità»
«Essere stati scelti per documentare questo momento - commentano Nicola Salvi ed Elisabetta Sola, amministratori di Officina della Comunicazione - rappresenta per noi un privilegio autentico e una responsabilità straordinaria. Non si trattava soltanto di realizzare riprese, ma di assumersi il compito di custodire, attraverso le immagini, un passaggio che si ripete dopo secoli. Ringraziamo la Custodia per la fiducia riposta nel nostro lavoro e per l’onore di averci affidato un incarico di tale rilievo. Abbiamo operato con discrezione e rispetto profondo, consapevoli che quelle immagini non sono semplicemente contenuti audiovisivi, ma memoria storica destinata a rimanere e a essere tramandata».
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