«L’università forma persone»: Graduation Day per 570 neolaureati di UniBg - Foto
UNIVERSITÀ. La cerimonia nell’Aula Magna di Sant’Agostino ha riunito 570 neolaureati, docenti e autorità. Dal ricordo di Edgar Morin e Alex Zanardi all’invito a vivere il futuro con curiosità e responsabilità.
Lettura 2 min.
Emozione, orgoglio e consapevolezza hanno caratterizzato il Graduation Day 2026 dell’Università degli studi di Bergamo, la cerimonia dedicata ai laureati dei corsi di laurea magistrale e magistrale a ciclo unico che si è tenuta sabato 6 giugno nell’Aula Magna di Sant’Agostino, alla presenza di 570 studenti, docenti, personale dell’Ateneo e autorità civili e accademiche.
La giornata si è aperta con l’ingresso del corteo accademico e dei laureati, seguita dai saluti istituzionali di Elena Carnevali, sindaca di Bergamo; Gianfranco Gafforelli, presidente della Provincia di Bergamo; Claudia Terzi, assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia; Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e Consigliera della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini; Francesco Castelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Brescia; e Simona Bonomelli, presidente dell’associazione dei laureati Luberg.
«L’università non si limita a trasferire competenze: forma persone, costruisce coscienze, pone domande prima ancora che fornire risposte» ha affermato il Rettore Sergio Cavalieri
Nella sua prolusione, il Magnifico Rettore Sergio Cavalieri ha invitato i neolaureati a considerare il titolo conseguito non come un punto di arrivo, ma come una tappa di un percorso più ampio di crescita umana e professionale. Richiamando le parole di Papa Leone XIV, il Rettore ha ricordato che «quando il desiderio di verità si fa ricerca, la nostra audacia nello studio testimonia la speranza di un mondo nuovo», sottolineando il ruolo dell’università nel coltivare pensiero critico, senso di responsabilità e capacità di interrogarsi sul presente. «L’università non si limita a trasferire competenze: forma persone, costruisce coscienze, pone domande prima ancora che fornire risposte», ha affermato Cavalieri. «L’università vi ha consegnato degli strumenti, non solo conferito dei titoli. Ora tocca a voi usare quegli strumenti con responsabilità, libertà e immaginazione».
Il ricordo di Morin e Zanardi
Nel corso del suo intervento il Rettore ha inoltre ricordato Edgar Morin, tra i più autorevoli intellettuali contemporanei, scomparso nei giorni scorsi e laureato honoris causa dell’Ateneo orobico, richiamandone l’insegnamento sulla necessità di formare «teste ben fatte», capaci di comprendere la complessità e collegare i saperi. Particolarmente significativo anche il ricordo di Alex Zanardi e del suo incontro con la comunità universitaria nel 2019: un esempio di resilienza, inclusione e capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, che il Rettore ha indicato ai laureati come testimonianza concreta di coraggio e determinazione.
A portare la propria esperienza di studentessa di UniBg è stata Ania Skinner, ora Project Officer dell’alleanza europea BAUHAUS4EU per l’Ateneo, che ha raccontato il percorso personale e professionale che l’ha condotta dalla California e dalla cooperazione internazionale in Asia Centrale fino a Bergamo. Attraverso il racconto della perdita improvvisa del lavoro e della successiva ricostruzione del proprio percorso professionale, Skinner ha evidenziato il valore delle relazioni umane e della comunità universitaria nei momenti di cambiamento. «I professori sono diventati mentori e mi hanno aiutata a capire che le competenze costruite nel mio percorso non erano andate perse, ma avevano semplicemente bisogno di un nuovo contesto», ha spiegato. «Poco a poco Bergamo ha smesso di sembrare qualcosa di temporaneo ed è diventata un luogo di opportunità e crescita. In un mondo che sembra sempre più artificiale, le connessioni umane contano ancora di più».
La lectio magistralis di Locatelli
La lectio magistralis è stata affidata a Franco Locatelli, Professore Ordinario di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica dell’Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che ha costruito il proprio intervento attorno a cinque parole chiave rivolte ai laureati: orgoglio, gratitudine, confronto, curiosità e costruzione. «È per me un vero piacere e un privilegio partecipare al Graduation
Day dell’Università di Bergamo, celebrando quello che è un punto di arrivo, ma al contempo anche l’inizio di un nuovo cammino per i neolaureati – ha spiegato Locatelli –. A loro va l’augurio che rimangano sempre animati da insaziabile curiosità, coniugata con costante apertura al confronto, sempre e comunque arricchente, e alla costruzione di progetti da condividere per far sì che ognuno di loro trovi la compiuta realizzazione di sé nel noi e non nell’io».
In rappresentanza dei laureati magistrali dell’Ateneo, 80 studenti – dieci per ciascun dipartimento – sono saliti sul palco per la proclamazione ufficiale e il conferimento del titolo di Dottoressa e Dottore. La cerimonia si è conclusa con il tradizionale e attesissimo lancio del tocco, simbolo della conclusione del percorso universitario e dell’inizio di una nuova fase della vita personale e professionale dei laureati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA