Medici di base, 582 quelli in servizio in Bergamasca. Cgil: «Ne mancano 200»

L’ANALISI. I sindacati: il calcolo delle carenze si basa su un rapporto medico assistiti alterato. Sono 78 gli incarichi vacanti secondo la Regione.

La carenza è maggiore di quello che i dati ufficiali descrivono: mancano medici di base, i cittadini lo sanno bene. Lo ribadisce la Cgil: «Il personale medico che c’è opera per una platea di assistiti molto al di sopra del rapporto ottimale indicato dalle norme. So per certo che ci sono colleghi, non pochi, che hanno fino a 2.000 assistiti» racconta al telefono dal suo ambulatorio Paola Nardis, medico di base e coordinatrice dei medici di medicina generale per la Fp-Cgil di Bergamo.

Per 45 anni il cosiddetto rapporto ottimale è sempre stato considerato pari a 1 medico ogni 1.000 residenti sopra i 14 anni. Nel 2023, con l’ultimo Accordo Collettivo Nazionale della Conferenza Stato Regioni, quel rapporto è stato ritoccato in maniera sostanziale, e portato a 1 medico ogni 1.300 assistiti over 14.

«Si è commesso un artificio, si è alterato il rapporto per nascondere le carenze» commenta Giorgio Locatelli, segretario generale della Fp-Cgil di Bergamo. «Il punto però è che rispetto al passato il lavoro di cura per ogni singolo paziente è aumentato, non diminuito, anche a seguito dell’invecchiamento della popolazione, dunque per i medici il carico è diventato molto pesante».

I dati secondo la Regione

Secondo il Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (Burl, Serie Avvisi e Concorsi n. 12 - Mercoledì 20 marzo 2024, in allegato) gli incarichi vacanti di assistenza primaria a ciclo di scelta, cioè dei medici di base, in provincia di Bergamo è pari a 78 unità, così suddivise: 42 per i territori dei Comuni di competenza della Asst Bergamo Ovest, 20 per i Comuni sotto la Asst Bergamo Est, 16 carenze per i territori comunali di competenza della Asst Papa Giovanni XXIII. (Attenzione, il riferimento alle Asst viene fatto per indicare le zone di competenza territoriale, di recente passate sotto le aziende socio sanitarie territoriali appunto, invece che in capo ad Ats, ma le carenze qui indicate nulla hanno a che fare con il lavoro ospedaliero. Spetta ora alle Asst, infatti, raccogliere i fabbisogni del territorio in termini di medici di base).

«Siamo in sofferenza più di quanto i dati indichino - prosegue Locatelli -. Infatti queste 78 carenze sono calcolate secondo il nuovo rapporto alterato medico di base-cittadino assistito, siamo di fronte a una media che si aggira attorno a 1 a 1.700. Servono una strategia e un investimento diversi per rilanciare questa professione e per garantire a tutti i cittadini un vero diritto alla salute».

«Tenendo per buono il rapporto ottimale attuale, si può stimare che su 1.000.000 di residenti nella nostra provincia al di sopra dei 14 anni, la necessità di medici è di quasi 770 unità - prosegue con il ragionamento Paola Nardis -. Sappiamo invece che attualmente in servizio (dato aggiornato a un mese fa) ci sono 582 medici di medicina generale, compresi quelli provvisori. Dunque ne mancano circa 200».

Da tenere in conto infine - conclude la dottoressa -, è il fatto che il territorio bergamasco ha diverse aree montane, dove ovviamente un singolo medico ha meno assistiti, che sono disseminati in piccoli centri anche lontani fra loro, con la conseguenza che statisticamente un numero più alto di pazienti finisca in capo a medici che operano invece in città. Inoltre i medici non completamente formati, i cosiddetti corsisti, di regola possono avere meno assistiti assegnati. Per questo possiamo arriviamo a dichiarare che in Bergamasca la media sia di un medico per 1.700 assistiti, con incredibili punte - come detto all’inizio - di 2.000».

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