Medici di base, un’estate «calda»: per le ferie mancano 100 sostituti

Sanità territoriale Al problema dei posti scoperti, si aggiunge quello delle sostituzioni. Spiraglio dalla Regione che in una nota conferma la possibilità di utilizzare i corsisti retribuiti.

Un primo nodo è stato sciolto: i medici iscritti al Corso di formazione specialistica in Medicina generale possono svolgere le sostituzioni dei medici di base, e possono essere pagati. Lo ha confermato una nota inviata nel pomeriggio di martedì da Giovanni Pavesi, direttore generale del Welfare della Regione, a Fulvio Matone, direttore generale di PoliS, l’istituto regionale cui fa capo il corso per i futuri medici di base. È la premessa necessaria per inquadrare un tema che resta comunque attualissimo (a maggior ragione sfogliando in avanti il calendario): con pochi camici bianchi per la sanità territoriale, come saranno garantite le sostituzioni per le imminenti ferie estive? La nota della Regione permette un po’ di respiro, perché dà il via libera all’impiego dei corsisti, però l’orizzonte rimane comunque precario: per consentire le ferie dei 600 medici di famiglia operativi in Bergamasca, potrebbe servire coinvolgere almeno un centinaio di sostituti.

«Nota positiva, ma la carenza resta»

«La nota della Regione è positiva, poiché conferma a PoliS una possibilità che in realtà già c’è in tutta Italia – commenta Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo -. Il problema della carenza di medici di base però resta».

Nel dettaglio, Palazzo Lombardia ha ricapitolato così la situazione: ai corsisti «non è precluso lo svolgimento di sostituzioni di medici di medicina generale – si legge nel documento -. Le ore svolte devono essere riconosciute a tutti gli effetti come attività didattica pratica, utili al raggiungimento del monte ore complessivo del corso. La validità di tale disposizione, inizialmente limitata al periodo emergenziale, è prorogata fino al 31 dicembre 2022. Pertanto, anche alla luce della carenza di medici di medicina generale, con la conseguente difficoltà in specifiche aree territoriali a garantire la presenza del medico di famiglia per tutti i cittadini, si invita a favorire le condizioni per poter garantire la continuità del servizio».

«Già la scorsa settimana in Commissione Sanità al Consiglio regionale il presidente Emanuele Monti aveva confermato che le sostituzioni si potevano fare pagando i medici. Questo è importante anche in vista dell’estate»

Si chiude così una querelle che si era aperta nei giorni scorsi, quando sembrava che i corsisti non potessero fare le sostituzioni (quelle inferiori a 30 giorni, come per le ferie dei medici titolari), se non a titolo gratuito. «La normativa nazionale era chiara – è il commento di Paola Pedrini, segretaria generale della Fimmg Lombardia, sindacato dei medici di base -. Già la scorsa settimana in Commissione Sanità al Consiglio regionale il presidente Emanuele Monti aveva confermato che le sostituzioni si potevano fare pagando i medici. Questo è importante anche in vista dell’estate».

L’«incastro» estivo

L’estate, appunto. Se la situazione è già generalmente critica soprattutto in alcune zone del territorio, le ferie che i medici hanno il diritto di fare in questo periodo dell’anno – come tutti i lavoratori – innescano un possibile effetto domino in fatto di «scoperture».

La stima su quanti sostituti occorrano per garantire un adeguato turnover è complicata, ma verosimilmente si è almeno attorno al centinaio di sostituzioni da incastrare. «Una possibilità è quella che i medici di base si sostituiscano tra di loro, ma è difficile. Lo fanno in pochi, perché è un’attività pesante: vuol dire raddoppiare gli assistiti, seppur per brevi periodi – spiega Pedrini -. Da 1.500 pazienti, si passa ad avere in carico 3.000 persone. Sono soluzioni estreme, il gioco non vale la candela. Per questo è importante poter dare la possibilità ai corsisti: permette a queste persone, che sono comunque già laureate in Medicina, di guadagnare qualcosa in più e di svolgere un’attività professionalizzante utile per la propria crescita professionale».

Per le sostituzioni inferiori ai 30 giorni l’accordo avviene direttamente tra il medico e il sostituto, solo per le «supplenze» superiori al mese deve esserci un affidamento da parte dell’Ats

Per le sostituzioni inferiori ai 30 giorni – tipicamente, appunto, le ferie – l’accordo avviene direttamente tra il medico e il sostituto; è solo per le «supplenze» superiori al mese che deve esserci un affidamento da parte dell’Ats. Rispetto a un anno fa, il sostanziale esaurimento della campagna vaccinale – che ha visto in prima linea tanti medici di base – può semplificare le cose: «Questo sgrava un po’ gli impegni, un anno fa c’era anche quell’impegno», rileva Pedrini. Un supporto, teoricamente, può arrivare anche dai professionisti da poco andati in pensione: «Fino alla fine dell’anno – spiega Marinoni – è stata data la possibilità ai medici in pensione di accettare incarichi temporanei da parte del “pubblico”, di massimo 6 mesi, senza che vi sia l’incompatibilità tra la pensione e il compenso. È importante per coinvolgere altre risorse umane».

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