Meno reati e più poliziotti
Mancano 130 carabinieri

Vertice in Prefettura con il vice ministro dell’Interno Mauri. «Dal 2014 criminalità giù del 30%». Gori chiede risposte sul caso Firenze.

Meno reati e più poliziotti, ma all’appello mancano ancora 130 carabinieri. Il tema è stato fra quelli al centro di un lungo vertice sulla sicurezza, ieri mattina in Prefettura, a cui ha partecipato il vice ministro dell’Interno, Matteo Mauri. Il numero due del Viminale per quasi tre ore si è confrontato con il prefetto Elisabetta Margiacchi e con i rappresentanti delle forze dell’ordine, oltre che con il sindaco Giorgio Gori e il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli.

«Reati giù del 30%»

«Ci sono tre dati – elenca il vice ministro – che testimoniano chiaramente una riduzione consistente della criminalità in provincia di Bergamo. Dal 2014 i reati nel complesso sono calati del 30%, i furti del 42% e le rapine del 48%. Sono i reati predatori, quelli più visibili e che impattano di più sul cittadino. Nonostante queste cifre incoraggianti, c’è ancora distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita. Io sono contro chi amplifica in maniera strumentale la paura e l’insicurezza – ha puntualizzato il vice ministro – ma non sono nemmeno per sottovalutare il tema».

La presenza sul territorio delle forze dell’ordine è uno dei nodi: «La buona notizia – sottolinea Mauri – è che è ufficiale il passaggio della questura di Bergamo fra quelle di prima fascia, insieme alle grandi città. Questo ha già portato molti agenti in più. Nell’ultimo mese di dicembre ne sono arrivati 7, entro aprile altri 22. Nei mesi successivi ci saranno altri arrivi, fino al completamento dell’organico legato all’aumento di fascia della questura. In totale, a regime, saranno cento agenti in più».

Gli organici dell’Arma

In sofferenza restano gli organici dei carabinieri, sotto di ben 130 unità rispetto alle previsioni organiche, pur costituendo un presidio fondamentale in molte aree della provincia, con le loro 49 stazioni dislocate su un territorio che conta 243 Comuni e sfiora il milione e 200 mila abitanti. I militari dell’Arma sono infatti circa 750 a fronte di una previsione organica di 880. E l’iniezione di 35 uomini in due tranche negli ultimi due anni è servita solo a compensare il turnover. «È emerso che l’Arma avrebbe bisogno di una integrazione numerica», ha preso atto Mauri.

«Incontro proficuo»

Per il questore Maurizio Auriemma il vertice di ieri è stato «un incontro proficuo: i dati sul calo della criminalità sono confortanti, ma non dobbiamo abbassare la guardia». Per il colonnello Paolo Storoni, comandante provinciale dei carabinieri «c’è un forte impegno a contrastare i reati contro il patrimonio e i risultati si vedono. C’è ancora molto da fare, ma di certo è sbagliato fare allarmismo». «Il vice ministro – dichiara il colonnello Mario Salerno, comandante provinciale della Guardia di Finanza – ha preso atto del nostro impegno contro la criminalità economico finanziaria e contro i reati tributari, dannosi perché in grado di inquinare l’economia legale e la concorrenza leale tra le imprese, e perché possono nascondere infiltrazioni e collegamenti con la criminalità organizzata».

Gori: «Risposte su Firenze»

Per il sindaco Giorgio Gori «si sono affrontati i temi della sicurezza in maniera tutt’altro che superficiale. C’è un forte calo dei reati, ma resta una distanza tra i numeri e le aspettative dei cittadini – rileva Gori –. Si è parlato del preoccupante fenomeno del consumo di droga e della necessità fare un lavoro di prevenzione trai giovanissimi. Da ultimo, non potevo esimermi dal sottoporre al vice ministro la questione Firenze: abbiamo avuto notizia dei 14 Daspo ai tifosi atalantini per i disordini al Mandela Forum, ma ancora aspettiamo risposte per quello che successo sui pullman al casello. Sabato sarò a Firenze per ribadire l’amicizia fra le due città e spero che le due tifoserie colgano positivamente questi segni di distensione. Certo, se ci fossero risposte su quanto accaduto, sarebbe un bel segnale per tutti». «Ci sono indagini in corso e sono sicuro che a breve si accerteranno i fatti - ha risposto il vice ministro – c’è la richiesta da parte di tutti di fare chiarezza, con la massima trasparenza. Necessità condivisa anche dalle forze dell’ordine».

Il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, nel corso del vertice ha sottolineato la necessità di rivedere la legge Del Rio: «Le Province così come sono oggi non sono né carne, né pesce. Un esempio? Il ritorno delle strade provinciali ad Anas: d’accordo, farà risparmiare soldi alla Provincia, ma i sindaci del territorio sono preoccupati di non avere più un interlocutore diretto sul territorio».

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