Cronaca / Bergamo Città
Lunedì 12 Gennaio 2026
Nel 2025 aria meno inquinata. Attenzione alla «ripartenza»
I DATI. L’anno appena finito nettamente migliore del 2024, i primi giorni del 2026 però iniziati sotto una cappa grigia.
L’anno nuovo si apre sotto una cappa grigia, quasi a voler smentire i segnali di miglioramento registrati nel 2025. Sebbene dieci giorni non costituiscano un campione statistico definitivo, le prime rilevazioni delle centraline Arpa nella provincia di Bergamo restituiscono un quadro in cui lo smog è tornato a premere sulla pianura.
La rete di monitoraggio conta otto centraline stabili per la rilevazione del Pm10: nel capoluogo i nasi elettronici sono posizionati in via Garibaldi e in via Meucci. I restanti si trovano a Treviglio, Casirate d’Adda, Calusco d’Adda, Filago, Osio Sotto, Dalmine.
I dati
La centralina in città bassa ha rilevato due giorni di sforamento dei limiti di Pm10 (fissati a 50 microgrammi/m3, vale a dire 50 microgrammi per metro cubo d’aria): il 2 e il 9 gennaio. Tre i giorni di sforamento, invece, in via Caduti sul Lavoro a Calusco, in via Per Levate a Osio Sotto e in via Verdi a Dalmine: 1, 2 e 9 gennaio. Il quadro peggiora in provincia, dove le altre stazioni hanno già toccato quota cinque giorni di superamento dei limiti: Casirate d’Adda, Filago e Treviglio hanno registrato valori oltre la soglia critica nei giorni 1, 2, 8, 9 e 10 gennaio.
Eppure l’avvio difficile del 2026, che si spera non costituisca un’indicazione di tendenza, giunge in scia a un 2025 dai numeri incoraggianti. Sebbene gli sforamenti restino frequenti, il trend suggerisce una graduale uscita dall’emergenza cronica. Bergamo, Dalmine e Calusco hanno sostanzialmente dimezzato i giorni di superamento dei limiti: il capoluogo è sceso dalle 40 giornate del 2024 alle 22 dell’anno appena concluso. Osio Sotto passa invece da 34 a 20 giornate, Treviglio da 46 a 27, Casirate d’Adda da 50 a 36. Meno notevole il calo di Filago, che passa comunque da 39 giornate oltre i 50 microgrammi/m3 a 30. Va segnalata, per completezza statistica, la discontinuità nelle rilevazioni: Casirate conta 23 giorni di dati mancanti o non validi, superata solo da Dalmine con 29. Il monitoraggio più efficiente è invece a Treviglio, dove manca all’appello una sola giornata.
«I dati sulla qualità dell’aria confermano che le politiche messe in campo da Regione Lombardia stanno producendo risultati concreti», commenta Giorgio Maione, assessore regionale all’Ambiente e clima. Allargando lo sguardo, riporta che «i trend pluriennali mostrano un miglioramento costante e gli ultimi tre anni sono stati i migliori di sempre».
Analizzando i dettagli del 2025, il giorno nero di Bergamo è stato il 17 gennaio, con un picco di 180 microgrammi/m3, con i sette valori più alti che si concentrano tutti nel primo bimestre dell’anno
Analizzando i dettagli del 2025, il giorno nero di Bergamo è stato il 17 gennaio, con un picco di 180 microgrammi/m3, con i sette valori più alti che si concentrano tutti nel primo bimestre dell’anno. A Calusco il record negativo spetta al 22 febbraio (103 microgrammi/m3), mentre la centralina di Casirate d’Adda ha toccato il vertice proprio a Capodanno con 146, seguito dal 138 di Treviglio, sempre il primo gennaio, un dato verosimilmente influenzato dalle polveri sottili sprigionate dai fuochi d’artificio della notte di San Silvestro.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare (spesso è gennaio il peggiore), nel 2025 il mese con l’aria mediamente più irrespirabile è stato febbraio, con una concentrazione media provinciale di oltre 43 microgrammi/m3. I mesi estivi (luglio e agosto), come da tradizione, sono stati i più puliti.
Il miglioramento del livello di smog dal 2024 al 2025 è però innegabile, sia nella riduzione delle giornate di sforamento che, anche se meno nettamente, nella media del Pm10 rilevato lungo l’anno. Nei due anni, il capoluogo è sceso da 26,7 a 24,2, Dalmine da 26,7 a 24,9, Osio Sotto da 26,4 a 24,9, Calusco da 22,6 a 20,8, Treviglio da 27,9 a 26,3. In controtendenza Filago e Casirate, che aumentano rispettivamente da 27,1 a 27,8 e da 30 a 30,4.
Il miglioramento del livello di smog dal 2024 al 2025 è però innegabile, sia nella riduzione delle giornate di sforamento che, anche se meno nettamente, nella media del Pm10 rilevato lungo l’anno
Un risultato che «è stato costruito nel tempo – rivendica l’assessore Maione –, grazie a investimenti significativi come i 19 miliardi di euro spesi negli ultimi cinque anni». Sono stati impiegati, precisa, «per un insieme coordinato di politiche che hanno agito in modo trasversale su innovazione, sostenibilità e competitività del sistema regionale». Nello specifico, dettaglia l’assessore Maione, tali risorse «hanno sostenuto l’evoluzione del settore agricolo, il rafforzamento dei trasporti pubblici e ferroviari, il rinnovamento delle infrastrutture e dei modelli di mobilità, oltre a favorire processi di innovazione nelle imprese, contribuendo in modo diretto e indiretto alla riduzione delle emissioni e al miglioramento complessivo della qualità dell’aria».
Serve sensibilizzare, nel rispetto delle regole
Insomma, per continuare a ridurre l’inquinamento ambientale, la chiave sembrano essere la sensibilizzazione delle persone, la verifica del rispetto delle regole, ma anche gli investimenti. In questa prospettiva, la drastica riduzione del 75% delle risorse statali per il triennio 2026-28 – di cui si dà conto nella pagina accanto – rischia di rappresentare una brusca frenata per le politiche ambientali. L’assessore Maione non entra nel merito della scelta, ma assicura che «lavoreremo per ripristinare il contributo statale e per continuare il percorso fatto finora».
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