Nella Bergamasca cresce la spesa farmaceutica: «Controlli sugli usi impropri»
I DATI. Gli acquisti in farmacia hanno superato i 197 milioni di euro: +6,22% rispetto al 2024. Trainano gli antidiabetici. Più vigilanza sul fentanyl.
Lettura 2 min.Oltre i numeri, ci sono questioni tecniche e normative a elevata complessità. Ma gli impatti sono decisamente concreti: la spesa farmaceutica – ossia gli oneri a carico del sistema pubblico per compartecipare ai costi dei medicinali per i cittadini – è in costante aumento. È una delle sfide principali del sistema sanitario, determinata soprattutto da due fattori: l’incremento del prezzo di alcuni «prodotti» e l’ampliamento della platea di chi consuma farmaci, dovuto alla diffusione delle cronicità e all’invecchiamento della popolazione.
+6,22% in un anno
Nel 2025 in provincia di Bergamo, secondo il bilancio di Ats, la spesa farmaceutica convenzionata – relativa agli acquisti degli assistiti nelle farmacie, mentre è escluso l’ambito dei farmaci ospedalieri – è arrivata a 197,6 milioni di euro, in salita del 6,22% (+11,6 milioni di euro) rispetto al 2024.
A trainare il conto sono alcune «molecole» specifiche, come quelle alla base di preparati impiegati per la cura del diabete e dell’obesità: l’esborso per la semaglutide è cresciuto di oltre 1,3 milioni di euro (+19,5%, ha raggiunto gli 8,3 milioni), mentre lo scorso anno è stata immessa sul mercato anche la tirzepatide che si è «presentata» con una spesa da quasi 4,8 milioni di euro. Va specificato che nel bilancio pubblico – quindi con il contributo dello Stato su una quota del prezzo – rientrano solo quei farmaci prescritti a chi è effettivamente in cura per il diabete. Quando invece questi medicinali vengono acquistati (comunque su ricetta medica) per altri scopi, ad esempio per dimagrire anche in situazioni non di obesità, sull’onda lunga di un boom partito dall’America e diventato virale sui social, il cittadino paga il prezzo pieno.
Incide anche la popolazione più anziana
Al di là del singolo medicinale, «in questi anni la spesa farmaceutica è andata continuamente crescendo, in linea con il trend nazionale – spiega Arrigo Paciello, direttore del Servizio farmaceutico territoriale di Ats Bergamo –. Da un lato incide l’introduzione di nuovi medicinali, che hanno costi maggiori anche per via di un’efficacia maggiore: è proprio il caso degli antidiabetici più recenti, che garantiscono un’importante protezione da complicanze cardiache e renali, ed è così anche per alcuni farmaci sul controllo del colesterolo. Dall’altro lato, poi, c’è l’aumento della cronicità e la popolazione più anziana: queste sono le due variabili che presumibilmente porteranno la spesa farmaceutica sempre più in alto».
Le «contromisure»
Quando si parla di sanità, è ben difficile ipotizzare di ridurre le risorse. Ne va della qualità dei servizi e, soprattutto, della salute dei cittadini. Allora, in questi casi occorre «razionalizzare»: rendere mirati e puntuali i controlli, rivalutare alcune strategie, ragionare sul corretto utilizzo dei farmaci. «A livello locale – approfondisce Paciello – stiamo cercando di agire sull’appropriatezza prescrittiva, con campagne per i medici di medicina generale e per gli specialisti. In particolare sui nuovi antidiabetici, abbiamo attivato un sistema di reportistica sul singolo medico che permette di avere dei confronti: se il professionista ne sta indicando troppi rispetto ai valori di riferimento, scatta un “alert” che consente di valutare la singola situazione. Alcuni risultati li abbiamo già notati: se l’anno scorso erano state riscontrate anche delle prescrizioni per soggetti non diabetici, adesso la tendenza si è azzerata. Va compreso che sui medici c’è a volte una certa pressione: la richiesta di persone in semplice sovrappeso è molto forte, e questo può mettere in difficoltà il medico». Peraltro, la stretta ha anche un vantaggio in termini di sicurezza: l’«iperprescrizione» presta il fianco all’«accaparramento», cioè alla possibilità che qualcuno ottenga più ricette del necessario, con la possibilità che una parte di quei prodotti venga poi ceduta ad altri, magari in famiglia o invece addirittura a terzi, come in una sorta di mercato nero.
Vigilanza sul fentanyl
Un’altra leva è l’orientamento su farmaci non più protetti da brevetto, quindi meno cari. E ancora, l’Ats ha rafforzato la vigilanza sul fentanyl, un oppioide sintetico utilizzato nella terapia del dolore ma con effetti molto pericolosi in caso di uso improprio. «Negli anni scorsi – prosegue Paciello – era stata notata una iperprescrizione “off label” (non prevista da evidenze scientifiche, ndr) di formulazioni a rilascio immediato: dovrebbero essere utilizzate solo su pazienti oncologici, invece erano prescritte anche per la cefalea a grappolo. I controlli hanno permesso di azzerarle, producendo un risparmio di oltre 800mila euro annui in Bergamasca». Infine è sempre attivo il progetto per rafforzare l’appropriatezza degli antibiotici: «La nostra provincia ha dei risultati tra i migliori in Italia – conclude Paciello –, fondamentale anche per evitare l’antibiotico-resistenza».
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