Over 50 non vaccinati, accolti 2.000 ricorsi contro le multe

In Bergamasca L’80% di chi si è opposto alla notifica ha dimostrato di essere in regola con le tre dosi o di avere l’esenzione. L’obbligo vicino alla scadenza.

Alla fine, i numeri sembrano più contenuti del previsto. E nel caleidoscopio delle cifre, ci sono pure quelle della «retromarcia». Il 15 giugno, tra poco più di due settimane, terminerà l’obbligo vaccinale per gli over 50, e si chiuderà anche una parentesi piuttosto intricata anche sul piano normativo. Perché la burocrazia non è mancata: a fronte di 35mila ultracinquantenni bergamaschi non vaccinati, sono state inviate circa 10mila multe (ma l’«infornata» di raccomandate può continuare proprio fino al 15 giugno). Comprese 2.500-3.000 comunicazioni che sono state impugnate da chi le ha ricevute: e l’80% di questi ricorsi è stato accolto.

Passo indietro, col riepilogo delle cifre e soprattutto delle norme. Prima dell’Epifania è stato annunciato il decreto che avrebbe introdotto l’obbligo di immunizzazione per i cittadini con più di 50 anni, obbligo effettivamente in vigore dal 1° febbraio al 15 giugno (l’obbligo vale anche per chi ha compiuto i 50 anni tra queste due date). Sono circa 35mila i residenti in Bergamasca che non hanno aderito alla campagna vaccinale, dunque potenzialmente «in multa»; a questa platea va poi aggiunto chi (poche persone, in realtà) ha ricevuto sì la prima e la seconda dose ma non ha poi aderito – entro sei mesi dal completamento del «ciclo primario» – alla terza dose, perché appunto l’obbligo valeva anche per la dose booster. La ridda di calcoli si completa poi considerando chi si è visto riconoscere l’esenzione (o il «differimento») della vaccinazione. In sostanza, solo dai primi giorni di aprile sono state spedite le multe. In Bergamasca la prima tornata, con recapiti tra il 4 e il 12 aprile, ha portato in totale a 9.955 comunicazioni (e in totale a 91.943 multe in Lombardia): da quel momento è però iniziata la «finestra» per impugnare le contestazioni.

La sanzione, spedita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (l’ex Equitalia), ammonta a 100 euro, e va pagata entro 60 giorni (salvo che si vinca il ricorso, che va presentato entro 10 giorni da quando si riceve la raccomandata)

Le Asst bergamasche – era a loro che i cittadini dovevano rivolgersi – hanno ricevuto tra i 2.500 e i 3.000 ricorsi, e circa l’80% è stato accolto. Quasi duemila bergamaschi che hanno ricevuto la multa hanno dimostrato di essere in realtà in regola con la vaccinazione: avevano ricevuto correttamente la prima, la seconda e anche la terza dose, oppure erano in possesso di un valido certificato di esenzione. Tra le cause: qualche ritardo, la vaccinazione fatta all’estero, oppure un errore nel codice fiscale (l’Agenzia delle Entrate-Riscossione «pesca» i nominativi tramite il sistema della Tessera sanitaria, incrociando i dati con l’Anagrafe vaccinale nazionale). Morale: al netto di chi ha vinto il ricorso, sono finora circa 8mila i bergamaschi effettivamente multati. La sanzione, spedita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (l’ex Equitalia), ammonta a 100 euro, e va pagata entro 60 giorni (salvo che si vinca il ricorso, che va presentato entro 10 giorni da quando si riceve la raccomandata). In totale, quindi, ammonta a circa 800mila euro il «conto» fatto finora pagare agli over 50 bergamaschi inadempienti. Fino al 15 giugno, in teoria, questo conto potrebbe però ancora lievitare.

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