«Papa Giovanni», ottava torre: avviato l’iter per progettarla

IL PROGETTO. L’intervento prevede un costo complessivo di 100 milioni di euro, sostenuto dallo Stato e da Regione Lombardia. L’ospedale potrà contare su ulteriori 15.600 metri quadrati.

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Il «viaggio» è ancora lungo, ma è cominciato. Per l’8ª torre dell’ospedale «Papa Giovanni», l’iter prosegue ed è entrato in una delle fasi più importanti per dare consistenza alla futura espansione dell’ospedale: a fine luglio, l’Asst ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione e l’indizione della procedura per l’affidamento dei «servizi di ingegneria e architettura».

In concreto, si è dato avvio al bando di gara per assegnare la progettazione di fattibilità tecnico economica e la progettazione esecutiva, oltre al coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione e l’eventuale opzione (di successivo affidamento) della direzione dei lavori e del coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione. Un pacchetto che diventa la base di partenza per intravedere la nuova ala, il «disegno» che porterà alla sua realizzazione.

L’importo a base di gara, per questo passaggio, è di circa 8,5 milioni più Iva, oneri assistenziali e previdenziali; la scadenza delle offerte è fissata al 30 settembre. «Con la pubblicazione di questa gara – spiega Francesco Locati, direttore generale del “Papa Giovanni” – prende avvio concretamente l’iter operativo che porterà all’ottava torre. Si tratta di un passaggio molto importante per la nostra Asst e per i cittadini bergamaschi, ma anche per i tanti pazienti che raggiungono il nostro ospedale da tutta la Lombardia e da altre regioni».

I passi precedenti

Le precedenti tappe politico-amministrative avevano tratteggiato i contorni di massima dell’intervento sia sotto il profilo economico sia sotto quello infrastrutturale. L’investimento integrale per realizzare l’opera si attesta su un valore di 100 milioni, tra fondi della Regione (52,5 milioni) e fondi dello Stato (47,5 milioni), già assicurati da delibere regionali del 2024 e del 2025. Da un punto di vista dimensionale, come già svelato, l’ospedale di Bergamo «crescerà» del 10%: la struttura originaria, avviata a dicembre 2012, ha una superficie lorda di 156mila metri quadrati, mentre per la Torre 8 si prevedono altri 15.600 metri quadrati. L’idea maturata nella seconda parte del 2025 era quella di sviluppare il nuovo comparto su cinque piani fuori terra e uno interrato; giocoforza, sarà prolungata la piastra centrale e sarà sviluppato il collegamento con l’Hospital street. La nuova torre sarà dedicata all’Oncoematologia, e contestualmente si provvederà alla riorganizzazione degli altri spazi.

«L’intervento – approfondisce Locati – consentirà di creare nuovi spazi dedicati all’attività diurna e ambulatoriale dell’oncoematologia, un ambito caratterizzato da una domanda crescente e da percorsi di cura sempre più evoluti, e allo stesso tempo offrirà l’opportunità di riorganizzare e ottimizzare altri percorsi clinico-assistenziali dell’ospedale. L’ottava torre rappresenta quindi un investimento strategico per sostenere lo sviluppo futuro del “Papa Giovanni” e rafforzare ulteriormente la qualità dell’assistenza offerta ai pazienti».

I dettagli del bando

Il bando di gara in corso comprende un «capitolato tecnico prestazionale» che dà conto dell’ampia mole di adempimenti che toccheranno all’impresa vincitrice. Il progetto di fattibilità tecnico economica (Pfte), ad esempio, dovrà «assicurare il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività, la conformità alle norme, l’efficientamento energetico e la minimizzazione dell’impiego di risorse non rinnovabili». Sarà poi il progetto esecutivo a «contenere la definizione finale di tutte le lavorazioni e descrivere compiutamente e in ogni particolare l’intervento da realizzare», contemplando anche il «piano di manutenzione dell’opera per l’intero ciclo di vita». Chiaramente, i tempi sono un fattore decisivo. Nella documentazione si legge che «l’appaltatore dovrà rendersi disponibile a partecipare a riunioni periodiche (almeno ogni 15 giorni) per monitorare l’avanzamento delle varie fasi dei servizi affidati». I «termini di esecuzione dei servizi di cui al contratto principale» sono fissati in 285 giorni, cioè nove mesi e mezzo.

Gioco di squadra

Fondamentale è il gioco di squadra: «Desidero ringraziare i nostri partner istituzionali, a partire da Regione Lombardia con il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, per aver fortemente creduto e investito in questo progetto – conclude Locati -. Questo impegno ha portato alla firma del 6° atto integrativo dell’accordo di programma per l’ampliamento, firmato dal ministero della Salute, dal Comune di Bergamo e dalla Provincia di Bergamo. Un grazie anche ai professionisti e ai collaboratori che, con un grande lavoro di squadra, stanno contribuendo a trasformare una visione in un percorso concreto per rendere il nostro ospedale ancora più grande, moderno e capace di rispondere ai bisogni di salute del territorio».

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