Più estorsioni e usura, ma poche denunce: nasce l’Osservatorio per aiutare le vittime

L’INTESA. Il protocollo siglato da una quindicina di realtà del territorio. L’obiettivo è far emergere il sommerso. Il prefetto: prevenzione e solidarietà le priorità. Il procuratore: va rafforzata la fiducia nei confronti dello Stato.

Famiglie in difficoltà circuite e ridotte sul lastrico, piccoli imprenditori sopraffatti ai quali viene regalata l’illusione di poter salvare la loro azienda, ma che rischiano di trovarsi in società con i criminali che poi gliela portano via, riuscendo così ad inserirsi nel tessuto sociale ed economico del territorio. Gli episodi di estorsione e di usura esistono e sono molto più numerosi di quelli che emergono dalle statistiche. È un fenomeno nascosto, che sfugge ai radar dei controlli, molto spesso per la paura o per la vergogna che le vittime hanno di uscire allo scoperto. Il senso del protocollo d’intesa firmato martedì 9 aprile in Prefettura da una quindicina di realtà del territorio, tra istituti di credito, organizzazioni di categoria, ordini professionali, sindacati e associazioni, è proprio quello di fare emergere dal sommerso i tanti casi che si presume ci siano anche nella nostra provincia, di prevenirne di nuovi e di aiutare chi è in difficoltà. I fondi per ristorare le vittime di estorsioni e di usura ci sono, ma lo Stato non riesce a spenderli proprio perché mancano le denunce, e con esse anche le richieste di accesso ai sussidi.

Il senso del protocollo d’intesa firmato in Prefettura da una quindicina di realtà del territorio tra istituti di credito, organizzazioni di categoria, ordini professionali, sindacati e associazioni, è proprio quello di fare emergere dal sommerso i tanti casi che si presume ci siano anche nella nostra provincia, di prevenirne di nuovi e di aiutare chi è in difficoltà.

Anche di questo si occuperà l’Osservatorio provinciale che nascerà dalla firma del patto sottoscritto martedì alla presenza del Commissario straordinario antiracket e antiusura, Maria Grazia Nicolò, e del quale faranno parte – oltre ai sottoscrittori del protocollo – anche le istituzioni del territorio e le forze dell’ordine. Del resto numeri che anche martedì il prefetto, Giuseppe Forlenza, ha citato in merito alle denunce effettuate nella nostra provincia tra il 2022 e il 2023 non possono che essere marginali, rispetto a un fenomeno che, specialmente dal Covid in poi, pare purtroppo in aumento, in Bergamasca come nel resto d’Italia. Sette denunce in due anni (tre nel 2023, quattro l’anno precedente) per usura, circa 430 (sempre tra il 2022 e il 2023) per estorsione, ma legate perlopiù alle ritorsioni intentate dai no vax durante il periodo delle restrizioni dovute al Covid e ai reati a sfondo sessuale, che nulla hanno a che fare con il tema economico, al centro dell’accordo firmato in Prefettura. Partirà da questi dati il lavoro dell’Osservatorio, che avrà il compito di capire meglio innanzitutto cosa succede all’interno della nostra provincia e di coordinare, insieme alla prefettura, le iniziative antiracket e antiusura sul territorio. «A fronte del dilagare del fenomeno non si registra un numero altrettanto alto di denunce che, al contrario, bisogna assolutamente stimolare – ha specificato il prefetto Giuseppe Forlenza –. L’obiettivo è di fare uscire dalla rete di solitudine e di difficoltà tante persone che cadono vittima degli usurai e che non denunciano. In un territorio ricco come quello bergamasco, in cui si parla spesso delle capacità imprenditoriali dei suoi cittadini, vogliamo che la prevenzione e la solidarietà diventino una priorità assoluta».

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