Politecnico delle Arti nell’ex convento dei Celestini, si punta al 2028

Il presidente Berta: «I lavori per la nuova sede al via a metà del prossimo anno». Il testimone passa da Giordano a Fornari: «Avanti con l’internazionalizzazione».

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«Questi tre anni non sono stati tutte “rose e fiori”, ma c’è una grande soddisfazione: il Politecnico delle Arti di Bergamo è unico in Italia, che unisce il Conservatorio e l’Accademia delle Arti, con la possibilità di creare forti sinergie e possibilità di sviluppo. Ci aspettano due sfide future, la prima è la simbiosi totale dei due enti. Poi c’è la nuova sede agli ex “Celestini”: ringrazio tutti quelli che ci hanno dato una mano, perché dietro al progetto, c’è tutta Bergamo».

Giorgio Berta, presidente del Politecnico delle Arti di Bergamo (Istituto di alta formazione che unisce il Conservatorio «Donizetti» e l’Accademia di belle arti «Carrara») definisce la cornice nella quale si insedia, dal 1° novembre, il nuovo direttore Giacomo Fornari, presentato giovedì nella sede del Conservatorio di via Palazzolo. Sede che sarà tale solo fino al 31 dicembre 2028, quando il contratto con la proprietà andrà a scadenza.

La nuova sede

La nuova sede è stata individuata (superate più difficoltà, in primis di sostenibilità economica), l’ex convento dei Celestini di viale Giulio Cesare. Ma arrivare all’inaugurazione dello storico edificio, dice Berta, «sarà una lotta contro il tempo. Attualmente siamo in fase di presentazione del progetto definitivo che dobbiamo sottoporre alla Soprintendenza. Ottenute le autorizzazioni, dovremo andare in gara. Crediamo di poter avviare i lavori per metà 2027, faremo il possibile per riuscire ad essere pronti nel 2028».

Il presidente ringrazia quindi la direttrice uscente Daniela Giordano («Organizzare una struttura così complessa non è stato semplice, ma ha sempre dimostrato capacità di uscire dalle difficoltà») e accoglie Giacomo Fornari («Non sarà un impegno facile, ma sono felice di essere a suo fianco»). La sindaca di Bergamo Elena Carnevali sottolinea «l’orgoglio nel veder prendere forma il Politecnico, siamo pionieri di questa istituzione. Grazie a tutti coloro operano qui, le sfide aperte sono diverse. Il futuro dei Celestini è qualcosa a cui noi teniamo particolarmente, per la valorizzazione di un compendio di particolare pregio. Tutti siamo consapevoli di come la cultura sia un asset fondamentale per la città».

Il bilancio

La direttrice uscente Daniela Giordano, nel salutare Bergamo dopo tre anni di lavoro (dalla prossima settimana sarà impegnata al Conservatorio di Pescara, con collaborazioni a Roma, all’Accademia Nazionale) parla «di esperienza molto intensa. Ho dedicato tanto tempo ed energie, con una visione ben chiara: valorizzare l’identità, custodendo la storia delle due istituzioni pre-esistenti. Sono stati avviati tanti progetti insieme alle istituzioni culturali della città, avviati nuovi corsi: le iscrizioni negli ultimi tre anni sono cresciute del 24,4%. Ci sono state difficoltà e tensioni, ma dirigere un’istituzione significa assumersi tutte le responsabilità».

Prende le redini Giacomo Fornari, ex direttore del Conservatorio di Bolzano: «Venire a Bergamo è un atto d’amore e una condivisione per questo importantissimo progetto del Politecnico, modello virtuoso che in Alto Adige non si è ancora riusciti a realizzare. Vorrei lavorare sull’internazionalizzazione, già presente: Bergamo, centrale nella storia della musica tra le città europee, ha potenzialità enormi, anche per la sua geografia, per l’aeroporto ben funzionante. E in un Paese dove l’investimento culturale è visto solo come spesa, il Comune di Bergamo ha un atteggiamento contrario: considera l’effettivo ritorno della cultura per il miglioramento della città».

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