«Safe woman», in arrivo un’app per aiutare le donne in pericolo

L’EVENTO. Via alle iscrizioni per il corso di autodifesa, con 1.100 posti disponibili per le partecipanti dell’edizione bergamasca.

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Bergamo

Di tutte le storie di donne che hanno attraversato le lezioni di «Safe woman», dice Giulia Facchinetti, «ce n’è una che ci ha spezzato in due. Una donna, che è qui presente stasera, ci ha detto che non sarebbe in vita se non avesse partecipato al percorso. Ci ha detto che le avevamo salvato la vita».

La «Safe woman app»

È anche pensando a quelle parole che Giulia e il marito Juri Ambrosioni, maestro di krav maga, hanno deciso di andare oltre il corso di autodifesa gratuito di due anni avviato l’anno scorso e di farlo lanciando «Safe woman app». Una applicazione, anch’essa gratuita e aperta a tutte le donne, per aiutarle e tutelarle. In caso di pericolo, sì, ma non solo. «Sarà pronta a gennaio - ha rilevato Juri Ambrosioni questa sera, martedì 15 settembre, all’inaugurazione dell’anno 2026/27 di Safe woman a ChorusLife negli spazi di Gnam -. Ci saranno dei video tutorial, ma soprattutto sarà collegata tramite un tasto al servizio di emergenza e anche a uno sportello di supporto psicologico e a uno sportello legale, dove verrà fornita una prima consulenza telefonica gratuita per chi dovesse averne bisogno in caso di violenza».

È solo una delle novità presentate nel corso della serata. Una sala piena, con 800 donne presenti, per un evento che ha dato ufficialmente il via alle iscrizioni alla nuova stagione. Saranno 1.100 i posti a disposizione per le partecipanti dell’edizione bergamasca - che prenderà il via il 21 settembre con la prima lezione - a cui si aggiungono altri 400 posti del corso in via di partenza a Brescia.

L’idea di un’academy

Accanto a un apposito sito internet, tra le idee per il futuro c’è anche quella di lanciare «Safe woman academy», un corso per formare donne che a loro volta possano tenere corsi di autodifesa. «Con Safe Woman ho visto donne allenarsi fianco a fianco, confrontarsi, spronarsi, rialzare la testa, e ho visto la forza crescere giorno dopo giorno mentre la paura veniva gestita e presa per mano. Il mio augurio è che tutte le donne imparino a combattere la loro battaglia, qualunque essa sia, e che gli uomini capiscano che il loro dovere è quello di aiutare».

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