Scuola, programmi rivisti nei licei, IA e riforma dei tecnici: le novità
DA SETTEMBRE. Addio a Geostoria, matematica «applicata» all’Intelligenza Artificiale e filiera 4+2 a regime. Alla primaria corsivo e poesie a memoria.
Lettura 2 min.I cambiamenti introdotti dalle Indicazioni nazionali per i licei, l’insegnamento della matematica e l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nei contenuti proposti sui banchi di scuola. Ma anche la riforma degli istituti tecnici e l’entrata a regime del modello 4+2. E, ancora, lo studio dell’informatica fin dalla scuola primaria e del latino alla secondaria di primo grado. Sono alcune delle novità che caratterizzano l’anno scolastico ormai in arrivo.
I programmi dei licei
Partiamo dai licei. Tra le modifiche più importanti introdotte dalle Indicazioni nazionali – in sostanza i nuovi programmi – licenziate dal ministero dell’Istruzione e del Merito c’è innanzitutto la scomparsa della materia Geostoria: nel primo biennio Storia e Geografia tornano ad essere due discipline distinte, ciascuna con contenuti diversi e specificità metodologica.
Potenziata inoltre «l’educazione emotiva e relazionale» e il contrasto a qualsiasi forma di violenza e discriminazione
Per quanto riguarda Storia, sarà esteso l’arco temporale coperto dal programma e, novità che nei mesi scorsi aveva suscitato polemiche, diventerà più centrale la storia d’Italia, così come quella d’Europa.
Matematica e Intelligenza artificiale
Sempre per i licei, le Indicazioni intervengono anche sulla matematica. Che avrà un compito importante: quello di fornire i concetti e il linguaggio per comprendere i sistemi dell’Intelligenza Artificiale, che per la prima volta entra a scuola. L’obiettivo, come specificato nelle Indicazioni, è quello di guidare gli studenti all’utilizzo consapevole dell’Intelligenza Artificiale, «ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l’autonomia del soggetto nell’era degli algoritmi». Potenziata inoltre «l’educazione emotiva e relazionale» e il contrasto a qualsiasi forma di violenza e discriminazione.
La riforma dei tecnici
Se n’è parlato tanto nei mesi scorsi: le novità della riforma degli istituti tecnici saranno introdotte alle nuove prime per poi, nei prossimi anni scolastici, andare a coprire anche le successive classi. Che cosa cambia? L’obiettivo generale è quello di potenziare le competenze tecnico-professionali degli studenti, attraverso la valorizzazione delle discipline Stem, il rafforzamento dei laboratori e promuovendo un collegamento sempre più stretto tra il mondo della scuola, imprese, Istituti tecnici superiori (Its) e università. L’offerta formativa sarà articolata in due settori, quello economico e quello tecnologico-ambientale, con una specializzazione sempre più marcata soprattutto nel triennio conclusivo. A cambiare saranno anche i quadri orari, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità nella didattica.
La filiera 4+2
Altra importante novità dell’anno scolastico sarà la definitiva entrata a regime della filiera tecnologico-professionale 4+2, già sperimentata negli ultimi anni scolastici. Il modello prevede quattro anni di scuola secondaria di secondo grado, seguiti – eventualmente – da altri due anni all’interno di un Its Academy (gli studenti che si fermeranno al diploma di quattro anni potranno comunque accedere all’università o al mondo del lavoro).
Una rivoluzione su cui il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha puntato molto: nelle settimane scorse, in visita a Bergamo nella sede della Compagnia delle Opere, l’aveva definita la «riforma del futuro» che «risponde perfettamente alle esigenze del territorio bergamasco». L’obiettivo è quello di costruire una continuità forte tra formazione e occupazione, creando «una filiera, un collegamento molto stretto fra istituzione scolastica, imprese e Its», aveva ribadito ancora Valditara.
Elementari e medie
Novità in arrivo anche per la scuola primaria e la secondaria di primo grado. Alle elementari è stato rinnovato il programma di italiano: più spazio dedicato a grammatica, sintassi, riassunti, scrittura in corsivo. Più importanza anche alla memorizzazione delle poesie, allo studio dell’informatica e dell’inglese, che – nelle idee del ministero – dovrà essere maggiormente collegato ad attività quotidiane e situazioni concrete.
Passando alle scuole secondarie di primo grado, una delle novità principali in arrivo da settembre riguarda lo studio del latino, che potrà essere introdotto come materia opzionale a partire dalla seconda media.
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