Scuola, sostegno in affanno: a Bergamo 713 posti senza specializzati

SCUOLA. Secondo Cisl Scuola Bergamo, per circa 713 posti di sostegno da assegnare non ci sono abbastanza candidati con la specializzazione richiesta.

Lettura 1 min.

Bergamo

Resta critica la situazione degli insegnanti di sostegno nella Bergamasca alla vigilia del nuovo anno scolastico. Secondo l’analisi della segreteria provinciale di Cisl Scuola, per circa 713 posti ancora da assegnare non ci sarebbe una disponibilità sufficiente di candidati specializzati nelle graduatorie, con la conseguente necessità di ricorrere anche a docenti privi del titolo specifico.

Sostegno, 100 posti della primaria ancora da assegnare

Nell’organico di diritto, dopo le immissioni in ruolo, erano 235 i posti di sostegno della primariadisponibili per la «mini call veloce». Di questi, 64 sono stati assegnati attraverso la procedura e altri 71 tramite le Gps di prima fascia: restano quindi 100 posti non coperti con questi canali.

Più ampio il quadro dell’organico di fatto destinato alle supplenze. Una prima assegnazione dell’Ufficio scolastico regionale ha attribuito a Bergamo 1.441 posti: 107 all’infanzia, 613 alla primaria, 402 alla secondaria di primo grado e 319 a quella di secondo grado.

Cisl Scuola: «Carenza strutturale di personale formato»

La situazione, secondo il sindacato, è più problematica nell’infanzia e nella primaria, mentre nelle scuole secondarie i candidati specializzati sarebbero in numero sufficiente per garantire una copertura più adeguata. «Il ricorso a docenti privi di specializzazione non può essere considerato fisiologico», sottolinea Paola Manzullo, segretaria generale di Cisl Scuola Bergamo, che parla di «una carenza strutturale di personale formato e specializzato».

Per il sindacato servono più percorsi di specializzazione e procedure di reclutamento più rapide. Il quadro, inoltre, non è definitivo: durante l’anno potranno essere assegnati ulteriori posti in organico di fatto. «Il sostegno – conclude Manzullo – deve diventare una priorità stabile delle politiche scolastiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA