Siccità, il Consorzio di Bonifica: «Situazione drammatica, possibili razionamenti per l’irrigazione»

L’allarme Il presidente Franco Gatti: «La stagione irrigua 2022 è alle porte e, sui comprensori irrigati con acque derivate dai fiumi Serio, Brembo e Cherio, è crisi idrica».

«La stagione irrigua 2022 è alle porte e, sui comprensori irrigati con acque derivate dai fiumi Serio, Brembo e Cherio, è crisi idrica»: a lanciare l’allarme è il presidente del Consorzio di bonifica della Media pianura, Franco Gatti. «Nel comprensorio bergamasco, solo le zone servite da pozzi, attingendo da falda, hanno già attuato le prime irrigazioni di soccorso ai cereali autunno-vernini e per consentire di salvare i seminativi di mais. L’avvio della stagione irrigua si presenta drammatica per via della ridotta disponibilità di risorsa idrica nei fiumi» osserva Gatti.

Valori mai così bassi nell’ultimo quindicennio

«Sulle Prealpi Orobiche, bacini idrografici afferenti ai fiumi Serio, Brembo e Cherio, gli accumuli nevosi sono ai valori minimi rispetto all’ultimo quindicennio (periodo nel quale si è iniziato a misurate detta importante scorta idrica). Analogamente i livelli dei laghetti idroelettrici che si presentano vuoti. Tutto ciò è diretta conseguenza dell’andamento climatico che ha contraddistinto l’inverno scorso e l’attuale stagione primaverile» spiega il Consorzio di bonifica.

«Limitandoci ai dati degli ultimi anni, gli apporti metereologici (pioggia e neve), misurati sulle montagne bergamasche nei primi 4 mesi dell’anno, sono stati inferiori del 400% rispetto a quanto caduto nella media» osserva il Consorzio di bonifica.

«Limitandoci ai dati degli ultimi anni, gli apporti metereologici (pioggia e neve), misurati sulle montagne bergamasche nei primi 4 mesi dell’anno, sono stati inferiori del 400% rispetto a quanto caduto nella media – osserva il Consorzio di bonifica –. Per meglio evidenziare questa drammatica situazione, si possono confrontare le portate disponibili nei fiumi con quelle di concessione. Si definiscono portate di concessione quelle che il Consorzio è autorizzato a derivare dai fiumi come da regolare decreto, pagando il canone dovuto e sufficienti a soddisfare il bisogno. Sul fiume Serio, nella prima metà del mese di maggio, presso l’opera di presa consortile di Albino, ove si regolano e ripartiscono le competenze delle rogge Serio, Morlana e Borgogna, si sono derivate complessivamente portate medie di circa il 38 % di quelle di concessione. I temporali pomeridiani dell’ultimo fine settimana in alta valle Seriana, unitamente alle alte temperature, che hanno accelerato il disgelo della poca neve presente in altura, hanno mitigato lievemente la situazione in alcune ore del giorno ma, comunque, nella prima metà della settimana appena passata, le portate derivate non hanno mai superato il 60% di quelle di concessione».

La situazione dei fiumi

«Anche lo stato idrologico del fiume Brembo, dal quale il Consorzio deriva le rogge Brembilla, Moschetta, Vignola e Curnino-Ceresino si presenta malconcio. Nel prima metà di maggio le portate disponibili per la derivazione sono risultate di poco inferiori al 50 % di quelle concesse. Non cambia la situazione Le portate disponibili del fiume Cherio, dal quale si derivano le rogge Bolgare, Gorlaga e Castrina, simili in termini percentuali a quelle del fiume Brembo. Purtroppo, nella prossima settimana, non essendo previste al momento variazioni significative del contesto metereologico, per i tre fiumi Serio, Brembo e Cherio si presume un trend delle portate derivabili in costante lieve diminuzione. Se ci riferiamo al mese di maggio degli scorsi tre anni, le portate disponibili nei fiumi erano superiori a quelle di concessione: ci troviamo quindi in una condizione del tutto eccezionalmente drammatica» prosegue Gatti.

La situazione dei laghi

Considerazioni diverse riguardano invece i fiumi Adda e Oglio. Il contesto climatico è stato il medesimo ed anche in questi casi le riserve di neve e dei laghetti alpini sono ai minimi dell’ultimo quindicennio. La presenza dei laghi di Como ed Iseo, con le dighe che li regolano, consente di pianificare con certezza i prelievi nel tempo. Le derivazioni irrigue dell’Adda e dell’Oglio sono al momento chiuse per poter invasare acqua nei rispettivi laghi ed utilizzarla più avanti. Al momento nei laghi è presente un quantitativo di acqua sufficiente a garantire, in assenza di piogge, derivazioni irrigue al massimo al 60% ma sufficiente soltanto per 30 giorni. Il Consorzio potrà esercire queste derivazioni da Oglio e Adda solo dal 10 di giugno.

«In conclusione, qualora non vi siano modifiche nell’andamento climatico, l’esercizio irriguo nel mese di giugno potrebbe andare incontro a criticità severe. Sui comprensori che utilizzano acqua prelevata da fiume non è da escludersi il razionamento nella distribuzione e turnazioni del funzionamento delle rogge»

«Il sistema irriguo dei pozzi consortili, al momento, procede correttamente, ma sussiste una forte preoccupazione destata dal livello delle falde freatiche, attualmente particolarmente depresse, che potrebbe limitare in futuro gli attingimenti - conclude il Consorzio di bonifica -. A questo si deve inoltre aggiungere la dinamica dell’aumento dei costi energetici legata al contesto economico nonché, in generale, sulla difficoltà degli stessi approvvigionamenti energetici. In conclusione, qualora non vi siano modifiche nell’andamento climatico, l’esercizio irriguo nel mese di giugno potrebbe andare incontro a criticità severe. Sui comprensori che utilizzano acqua prelevata da fiume non è da escludersi il razionamento nella distribuzione e turnazioni del funzionamento delle rogge. Sui pozzi, ed in generale sugli impianti che utilizzano energia elettrica, oltre al già citato aumento dei costi, non sono da escludersi possibili fermi impianti per black out selettivi sulla rete elettrica nazionale».

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