Terza dose, in 230mila l’hanno ricevuta da più di 5 mesi: «Comunque protetti dalla malattia grave»

La campagna vaccinale Secondo Giovanni Corrao la protezione tende a calare dopo questo lasso di tempo: «Più facile contagiarsi ma si evita di finire in ospedale».

La grande rincorsa dell’inverno, quella per la terza dose, s’è ormai esaurita da tempo. Ma si è esaurita anche la protezione conferita da quel vaccino? Raggiunta una copertura altissima – e ormai senza più lo «stimolo» del Green pass – ora la campagna procede lenta, quasi immobile, ed è così pure per le quarte dosi. La bussola dei numeri consegna intanto degli spunti di partenza: sono 757mila i bergamaschi che dallo scorso 20 settembre in poi hanno aderito alla terza dose, e la gran parte l’ha ricevuto tra dicembre e gennaio. Più precisamente, sono 500mila i bergamaschi che hanno ricevuto la terza dose da ormai oltre quattro mesi; di questi, 230mila l’hanno ricevuta da più di cinque mesi. Un intervallo temporale che «erode» l’efficacia del vaccino, lasciando spesso spazio all’infezione (o alla reinfezione).

I contagi restano alti anche perché la vaccinazione «invecchia», ma gli ospedali rimangono tranquilli – ed è la buona notizia – perché l’immunizzazione ha efficacia soprattutto contro le forme gravi del Covid

«Dopo cinque-sei mesi la protezione tende a calare, con una precisazione – spiega il professor Giovanni Corrao, ordinario di Statistica medica all’Università Bicocca di Milano e da tempo impegnato in ricerche sulla performance della campagna vaccinale in Lombardia -: i l calo è forte soprattutto per quanto riguarda la protezione dall’infezione, cioè dal contagio, mentre comunque “tiene” contro la malattia grave, ed è quello più importante». È anche partendo da questa constatazione che si legge meglio la tendenza attuale del virus: i contagi restano alti anche perché la vaccinazione «invecchia», ma gli ospedali rimangono tranquilli – ed è la buona notizia – perché l’immunizzazione ha efficacia soprattutto contro le forme gravi del Covid.

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