«Coronavirus, usiamo il farmaco anti-artrite
Ma stiamo lavorando anche ad altro»

Al Papa Giovanni in corso due studi con prodotti già utilizzati per altre malattie. Rambaldi: uno è usato contro le reazioni alle infusioni di Car-T.

«Coronavirus, usiamo il farmaco anti-artrite Ma stiamo lavorando anche ad altro»

«Il ragionamento è stato semplice, intuitivo: puntare ad attenuare la violenta infiammazione che causa il coronavirus, così da permettere all’organismo dei pazienti colpiti di recuperare una condizione migliore per reagire all’infezione. E abbiamo puntato su due farmaci, uno in particolare utilizzato anche per contrastare la violenta reazione che può essere determinata nell’organismo quando in un malato di tumori del sangue vengono infuse le Car-T, quelle cellule potenziate che aggrediscono il cancro». Alessandro Rambaldi, direttore dell’Unità di Ematologia e del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo illustra le «armi» farmacologiche con cui sono stati avviati due studi, al momento «nominali», per l’utilizzo nella guerra al coronavirus di due differenti preparati.

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