Vaccinazioni anti coronavirus
In Bergamasca utilizzate 36 mila dosi

Allo scoccare del primo mese pieno di campagna vaccinale le «punture» sono state in totale 35.954. Nelle tre Asst «richiami» e prime somministrazioni in parallelo . Tutti vaccinati entro giugno? In Lombardia significa 64 mila dosi al giorno.

Il check allo scoccare del primo mese pieno di campagna vaccinale dice che le «punture» in Bergamasca sono state in totale 35.954. Dopo il V-Day europeo e anche bergamasco, più simbolico che sostanziale, la macchina della profilassi anti-Covid in terra orobica s’era messa in moto per davvero tra 3, 4 e 5 gennaio: tra somministrazioni già effettuate nelle tre Asst e le dosi che questi hub hanno dato alle Rsa e alle case di cura private secondo la filiera disegnata, venerdì si è varcata la soglia dei 35 mila vaccini impiegati (che non equivalgono a 35 mila vaccinati, perché come noto servono due somministrazioni per chiudere il ciclo). E in questo mese si sono fatti i conti con l’impasse continentale delle forniture, ruggini che trascendono la dimensione locale ma le cui ricadute – concrete e intricate – sono appunto territoriali. I numeri forniti dalle tre «Asst» disegnano in sostanza una media di un migliaio di somministrazioni al giorno: si sta chiudendo il primo giro e si sta iniziando a pieno regime anche per il secondo, e adesso che le consegne stanno tornando più regolari – s’è aggiunto Moderna oltre a Pfizer, in arrivo c’è AstraZeneca – si può ricominciare a estendere le prime dosi a chi era rimasto indietro.

Al «Papa Giovanni»

Al «Papa Giovanni» da inizio campagna sono arrivate in totale 15.260 dosi del siero Pfizer-BioNTech, questa settimana si chiude con un totale di 12.628 tra quelle somministrate al centro prelievi e quelle consegnate alle 18 strutture «spoke» che vi fanno riferimento: si tratta, nel dettaglio, di quattro strutture che fanno capo alla Casa di cura San Francesco, poi la Beato Palazzolo, Humanitas Bergamo, la Clinica Quarenghi di San Pellegrino Terme e 14 Rsa del territorio afferente all’Asst. Si prosegue ora con le somministrazioni 7 giorni su 7, con 1.500 «richiami» calendarizzati complessivamente per questo fine settimana; da giovedì 11, invece, al centro prelievi si avvierà l’inoculazione di una nuova tornata di prime dosi; in più, sono state consegnate proprio in questi giorni 400 dosi del vaccino Moderna ad alcune Rsa del distretto che non erano ancora state fornite col prodotto della Pfizer.

Asst Bergamo Est

Sono 14.090 i vaccini arrivati da inizio campagna all’Asst Bergamo Est (compreso uno stock di 2.340 dosi la settimana che s’è appena conclusa), e ne sono stati già impiegati o distribuiti 12.890, tutti marchiati Pfizer. Oggi è prevista l’ultima seduta che conclude il primo giro, da mercoledì 10 s’avvia un nuovo giro di prime somministrazioni al ritmo di 264 iniezioni al giorno per i rimanenti dipendenti dell’Asst, per i medici di medicina generale e i lavoratori esterni in servizio nell’Asst. Venerdì sono state recapitate all’Asst 400 dosi del siero di Moderna, che domani saranno «inoltrate» a tre Rsa del territorio.

Asst Bergamo Ovest

L’Asst Bergamo Ovest ha somministrato o fornito in totale fino a venerdì 10.436 dosi: 5.636 di queste sono state utilizzate per la prima inoculazione (1.599 i dipendenti dell’Asst che l’hanno ricevuta, 94 i dipendenti di Ats, 791 gli operatori delle «croci», 248 i lavoratori di ditte esterne, 378 i medici di base, 60 gli ospiti di centri psico-sociali, comunità riabilitative e centri diurni, 1.230 le prime dosi distribuite ai privati accreditati e 1.236 quelle per le Rsa), mentre le seconde dosi sono giunte a quota 4.800 (e dunque hanno completato il ciclo 1.383 lavoratori dell’Asst, 748 operatori delle «croci», 224 lavoratori delle ditte esterne, 325 medici di base, 56 ospiti di comunità e centri, mentre ai privati accreditati sono state date 1.026 seconde dosi e 1.038 alle Rsa).

Tutti entro giugno?

Vaccinare tutti i lombardi entro fine giugno, ha annunciato nei giorni scorsi Guido Bertolaso, il nuovo deus ex machina della campagna vaccinale regionale. È un’altra costellazione di numeri, quella che si para dinanzi. Entro il 23 febbraio si punta a chiudere la fase 1 e quella 1-bis, con una platea totale di quasi 430 mila persone. I lombardi sopra i 16 anni – l’età minima per cui sono stati autorizzati i vaccini – sono poco più di 8,5 milioni: tolti quelli della prima fase, restano suppergiù 8,1 milioni di cittadini da vaccinare nei 126 giorni tra 24 febbraio e 30 giugno. Vorrebbe dire procedere a un ritmo di 64 mila persone da vaccinare al giorno, che a un certo punto – AstraZeneca ha un intervallo per la seconda dose tra le 4 e le 12 settimane – raddoppierebbero a quasi 130 mila, perché s’aggiungerebbero i richiami da fare. Finora, scrutando i dati della struttura commissariale che fa capo ad Arcuri e quelli dell’Aifa, la Lombardia ha viaggiato a una media di 11.924 dosi quotidiane somministrate tra il 4 gennaio e il 4 febbraio, con un picco di 25.739 il 14 gennaio. Per centrare l’obiettivo di Bertolaso occorrerà correre, e parecchio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA