Vaccini, Bertolaso: «Servono 100 mila dosi al giorno, dobbiamo correre»

Il coordinatore della campagna striglia Ats e Asst lombarde. Giupponi: sprint per l’hub in città. Il «Papa Giovanni»: lunedì un vertice.

È corsa contro il tempo per trovare un nuovo hub vaccinale in città. C’è da alzare i ritmi, con l’incognita della variante Omicron che incombe e i contagi in rialzo. Intanto, però, si alzano anche i toni. Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale lombarda, ieri ha tuonato: «Se non facciamo 100mila terze dosi al giorno non fermiamo l’onda. Per questo ho dato una strigliata ai direttori generali delle Ats e delle Asst, per fare in modo di correre più velocemente. Dobbiamo vaccinare a tappeto tutti, giorno e notte». Lo ha fatto pubblicamente, questo proclama, all’interno di un convegno organizzato da Forza Italia a Erba. E poi in una call con i centri vaccinali lombardi. A Bergamo, oltre alle sette linee vaccinali già attive nel foyer dell’auditorium dell’ospedale «Papa Giovanni», c’è da individuare una sede per incrementare le dosi giornaliere. «La troveremo entro settimana prossima», è l’auspicio del direttore generale di Ats Massimo Giupponi, che punta a raggiungere il target regionale: «Portare le terze dosi in Bergamasca da 5mila a 9.500 al giorno». L’impresa però non è facile: oltre agli spazi, serve personale, medico, infermieristico e amministrativo. «Che non si moltiplica come il pane e i pesci», fanno notare gli addetti ai lavori. Il nodo più complesso, perché le Asst sono in trincea da quasi un anno sulla campagna vaccinale e da quasi due nella trincea dei reparti Covid, con posti letto ancora in aumento, e gli arretrati dell’attività ordinaria da recuperare, secondo gli standard sempre dettati dalla Regione.

Se in provincia sono pronti a partire gli hub di Martinengo, Antegnate e Treviglio, gestiti dall’Asst Bergamo Ovest («Che ha fatto uno sforzo importante», sottolinea Giupponi) a Bergamo si è in ritardo: la ricerca di spazi liberi e adatti è ancora in corso e pare più difficoltosa. Scartata nei mesi scorsi, pare per motivi tecnici sollevati dall’Asst della Trucca, l’ex Auchan (ora Conad) di via Carducci potrebbe tornare in auge (sempre che la proprietà a questo punto sia ancora disponibile). Ma altre ipotesi («Un paio», non aggiunge altro Giupponi) sarebbero in fase di valutazione. Il Comune, che era in pista per una mediazione, non è più coinvolto. «Siamo orientati su spazi privati», conferma Giupponi. Domani comunque l’Asst «Papa Giovanni» ha in programma un vertice di prima mattina per valutare nuove soluzioni. Non si esclude di poter arrivare ad allestire un prefabbricato o un tendone attrezzato nelle aree ospedaliere esterne. «L’impegno, a cui stiamo già lavorando, è ampliare le linee vaccinali e il numero delle dosi giornaliere – conferma il direttore generale Maria Beatrice Stasi–. La novità dei richiami a 5 mesi e le posizioni del governo comportano una riorganizzazione, ma ci siamo. Lunedì (domani, ndr) faremo un sopralluogo anche a Zogno, per verificare la possibilità di incrementare le linee anche in quel centro vaccinale».

I numeri

Ieri, ha spiegato Bertolaso, «abbiamo fatto più di 50mila inoculazioni, martedì arriveremo a quota 60mila per poi arrivare alla fine della settimana prossima in cui spero di raggiungere quota 100mila, un numero davvero importante. Dobbiamo riorganizzare la macchina, in considerazione di questa grande ondata che è arrivata con le recentissime decisioni del governo. Le decisioni ci hanno trovato un po’ tutti impreparati, perché passare da 1,6 milioni di aventi diritto a oltre 5 milioni nell’arco di poche ore non è facilissimo da gestire». Per Giovanni Pavesi, direttore generale del Welfare lombardo, «ci sono state alcune difficoltà nella vaccinazione per la terza dose e continueranno ad esserci per alcuni giorni, ma stiamo già sistemando tutta l’organizzazione». La campagna è in continua evoluzione. Per la Bergamasca si è tratteggiato l’obiettivo di 9.500 somministrazioni dai primi di dicembre, in realtà si dovrebbe salire ancora di più. Nuovi slot potrebbero essere ricavati dal 5 dicembre: da quel giorno negli hub non si dovrebbero più svolgere le vaccinazioni antinfluenzali «singole», ma solo quelle in co-somministrazione con la terza dose anti-Covid; gli hub riconvertirebbero così quegli slot «singoli» in favore dell’anti-Covid. La Bergamasca potrebbe «recuperare» così alcune centinaia di terze dosi in più al giorno. Le Asst (e in Bergamasca anche la Iml, cooperativa dei medici di base) sono in campo ininterrottamente da inizio campagna e hanno sulle spalle due anni di emergenza nei reparti, e da settembre stanno procedendo anche con una fitta attività di recupero dell’arretrato che porta le strutture a lavorare mediamente al 110% dei volumi pre-Covid. Per questo, oltre che sulle agende, si lavora sul maggior coinvolgimento dei privati.

Le prime dosi

L’altro tema, sollevato tra l’altro anche da Bertolaso nella call, è che si fronteggia anche l’incremento delle prime dosi: il nuovo decreto sul super Green pass ha innescato un piccolo rimbalzo nelle adesioni. D’altronde, dal 6 dicembre non ci sarà grande alternativa: se si vorrà andare al ristorante o al bar (al coperto), a un concerto o a uno stadio. Venerdì, infatti, secondo il «contatore» della Regione, sono stati 439 i bergamaschi che hanno ricevuto la prima dose: non erano così tanti dal 21 ottobre, cioè dalla settimana successiva all’introduzione dell’obbligo di certificazione verde sui luoghi di lavoro. Ma finito anche quell’effetto, comunque di poco conto rispetto ai ritmi della fase massiva, le prime dosi avevano poi viaggiato molto lente. Fisiologico, in un territorio dove circa il 90% dei cittadini al di sopra dei 12 anni ha detto sì alla profilassi.

Dall’1 al 25 novembre, infatti, sempre secondo il contatore della Regione, in media sono stati 229 i bergamaschi che ogni giorno hanno ricevuto la prima dose: il salto alle 439 prime dosi registrate venerdì, all’indomani dell’annuncio del decreto sul Green pass «rafforzato», rappresenta infatti un incremento del 91,7%. Gli ultimi dati di Palazzo Lombardia riepilogano che da inizio campagna sono 882.275 i bergamaschi vaccinati, oltre l’89% della popolazione «vaccinabile». Ne mancano ancora 107.845: sono loro, ora, a essere di fronte al bivio.

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