L’intuizione di Daniela: le lingue, la chiave per aprire le porte del mondo

LA STORIA. Daniela Previtali da Bottanuco a Tenerife, l’imprenditrice ha fondato Smart Learning 1to1. Alla sua azienda il premio Spanish Business Awards .

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Le Canarie, per chi le guarda da lontano, sono spesso un fondale da cartolina, un eterno meriggio dove il tempo sembra essersi arreso alla mitezza del clima. Ma per chi decide di restare, l’isola si rivela per quello che è veramente: un crocevia. Un luogo dove migliaia di traiettorie umane si incrociano, si sfiorano e, di frequente, rimangono mute l’una all’altra. Daniela Previtali, quarantaquattrenne originaria di Bottanuco e da ormai 25 anni all’estero, ha capito subito che la vera frontiera non era l’Atlantico, ma il silenzio di chi non possiede le chiavi per aprire la porta dell’altro.

Da Bergamo all’Irlanda e poi alle Canarie, la sua storia è diventata quella di una costruttrice di chiavi. «Vivere o trasferirsi all’estero – spiega Daniela – significa prima di tutto misurarsi con la capacità di comunicare. Non è un dettaglio burocratico, è la sostanza stessa della nostra presenza qui. Uno degli aspetti più significativi di questa scelta è la gestione della vita quotidiana: per esempio, a Tenerife, le istituzioni, gli uffici, persino gli studi medici, non accettano uno spagnolo improvvisato.

Senza la lingua locale, sei un ospite che non può parlare con il suo padrone di casa. E poi c’è l’inglese. Se non parli inglese a Tenerife, circa l’80% delle opportunità lavorative sparisce nel nulla». Non è solo pragmatismo, quello di Daniela. È una forma di cortesia verso il destino.

Il rispetto per l’isola

C’è una parola che ricorre spesso nei suoi racconti: rispetto. Il rispetto per un luogo che ti accoglie e che ti permette di cambiare vita. Imparare la lingua di chi ti ospita non è un dovere professionale, è un atto d’amore, un modo per aggiungere valore non solo alla propria biografia, ma a tutta la comunità. È la differenza che passa tra l’essere un turista a tempo indeterminato e l’essere un cittadino del mondo. «Seguire un corso di lingua è il modo più rapido e intelligente per godere davvero del potenziale che Tenerife offre. Da immigrata, credo fermamente che sia una questione di rispetto per l’isola che ci accoglie. Aggiungiamo valore a noi stessi solo se siamo in grado di dare valore alla comunità locale. E parlarne la lingua è l’unico modo per essere accolti calorosamente, per sentirsi, finalmente, a casa».

La scuola di lingue

Forte di questa visione, nel 2022 Daniela ha deciso di dare una forma giuridica e una struttura educativa a questa necessità. È nata così la Smart Learning 1to1. Una scuola online che ha già formato più di 2mila dipendenti di grandi aziende come Accenture Espana e Globalvia. L’idea era semplice eppure rivoluzionaria nella sua applicazione: offrire un apprendimento personalizzato che non si fermasse alla grammatica, ma che puntasse dritto al cuore della comunicazione. Per farlo, Daniela ha costruito un team di ben 30 professionisti madrelingua, di cui oggi ne è la Ceo. «Il mio team è la mia forza. È composto da persone che arrivano da ogni angolo del globo: America, Regno Unito, Irlanda, Sudafrica, India, Canada, Australia, Filippine. Ognuno porta con sé un accento diverso, una personalità unica, un modo differente di declinare la vita. Siamo professionisti, certo, ma siamo soprattutto viaggiatori. Questo ci permette di discutere con i nostri clienti non solo di regole sintattiche, ma di aspetti culturali, di curiosità internazionali, di mondi lontani. Nonostante la distanza fisica che spesso ci separa, formiamo un gruppo incredibilmente coeso».

Vacanze studio immersive

Il successo di Smart Learning non è stato un punto d’arrivo, ma una base di lancio. Daniela ha la capacità tipica della gente della sua terra, quella Bergamo che non sa stare ferma a guardare il lavoro compiuto, di vedere sempre il passo successivo. Così, nel 2024, ha lanciato Smart Escape. L’idea è quella di scardinare l’aula: la vacanza studio diventa un’esperienza immersiva totale, dove la lingua non viene studiata, ma respirata. Tenerife, con la sua vivace comunità inglese, diventa il palcoscenico perfetto dove la teoria incontra la strada, il bar, la spiaggia. E l’evoluzione non si ferma. Nel 2025 è arrivato Smart Corner, il primo vero approdo fisico, uno spazio dove le lezioni e gli eventi avvengono in presenza. Si rivolge a tutti: adulti che devono riposizionarsi nel mercato del lavoro, bambini che iniziano ora a mappare il mondo, professionisti che hanno bisogno di quello scarto in più per competere a livello globale.

La crescita personale

Il focus è sulla comunicazione e sulla crescita personale. Perché imparare a dire «chi sono» in un’altra lingua costringe a ripensare a «chi sono» davvero. E, per tutto questo, nel dicembre del 2025, la società di Daniela è stata insignita di un premio prestigioso: «Miglior esperienza personalizzata di apprendimento dell’inglese» agli Spanish Business Awards, conferito da EU Business News. È il momento in cui la fatica si trasforma in orgoglio, il momento in cui il mercato riconosce che dietro un brand c’è un’anima. «Ricevere questo premio è stata un’enorme sorpresa. Quando ho letto il nome della mia società tra i vincitori, ho provato un’emozione che faccio fatica a descrivere. È il coronamento di anni di lavoro silenzioso. Per questo riconoscimento non posso che ringraziare me stessa, per la tenacia che ho avuto nel non mollare, e mio figlio Ariele (9 anni nato a Tenerife), che è la mia bussola quotidiana. E poi c’è la mia famiglia in Italia. Anche se siamo distanti, so che il loro supporto è la radice che mi permette di fiorire qui, in mezzo all’oceano».

Un’esperienza lunga 20 anni

Tenerife però è non è l’unica tappa nella vita fuori Paese di Daniela, che prosegue da 25 anni. «Per arrivare fino a qui ci sono voluti anni di gavetta ed esperienze di vita all’estero iniziate quando avevo 20 anni, nel lontano 2001, quando lasciai il posto fisso in un’azienda importante vicino a casa per trasferirmi in Irlanda. Appena misi piede sull’autobus che portava dall’aeroporto al centro di Dublino, capii che i cinque anni di inglese alle superiori mi avevano insegnato un’altra lingua e che mi sarei dovuta rimboccare le maniche. I tre anni in Irlanda sono stati come una esperienza di 10. A livello sociale, di autostima, di rinascita e crescita, e grazie all’inglese imparato lì ho poi intrapreso il cammino della formazione linguistica. Le condizioni climatiche, l’insistenza dei miei genitori e la nascita del mio primo nipote mi convinsero a rientrare in Italia dopo tre anni dove iniziai a lavorare come consulente di formazione aziendale per le società italiane, sviluppando piani di formazione in inglese. Ma non era il mio posto nel mondo, così ripartii questa volta per Tenerife. Ed eccomi qui».

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