«Entro il 2050 gli over 65 aumenteranno del 50%»: la Fnp Cisl lancia il Piano anziani

IL PROGETTO. «L’autonomia dell’anziano si difende offrendogli la possibilità di scegliere come e con chi condividere il proprio tempo».

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In provincia di Bergamo, entro il 2050 la popolazione over 65 vedrà un incremento del 50%, mentre la fascia 0-64 diminuirà del 18%. Da questo dato, stimato dall’Istat ed elaborato dal dipartimento welfare della Cisl, nasce il «Piano anziani 25/50» di Fnp Cisl Bergamo.

L’obiettivo è promuovere un invecchiamento attivo e sano, favorire autonomia e domiciliarità, rafforzare i servizi socio-sanitari, ridurre isolamento e solitudine, sostenere reddito e inclusione sociale, integrare tecnologia e innovazione. Già in campo alcune iniziative, in particolare la realizzazione con Cisl e Caritas del «Fondo di sostegno solidale», per aiutare le famiglie con figli e gli over 67 in stato di disagio economico, e l’attivazione del «Fondo long term care» con Zurich.

Il tema abitativo

Uno dei passi più importanti riguarda l’abitazione. Giacomo Meloni, segretario generale Fnp Bergamo, spiega che «per decenni le opzioni per la terza età sono state polarizzate: rimanere nella propria abitazione a ogni costo, anche a prezzo dell’isolamento, o il ricovero in una Rsa. Oggi la provincia sta tracciando una terza via basata su modelli più flessibili, capaci di garantire privacy, sicurezza e relazioni umane».

«La vera sfida sarà portare queste soluzioni fuori dai centri principali e applicarle con capillarità anche nelle valli e in pianura»

Modelli che si impegnano su tre direttrici. Il «co-housing solidale», piccole comunità dove gli anziani mantengono il proprio spazio privato, come una camera o piccoli monolocali, ma condividono aree comuni per la cucina, il soggiorno, il giardino, supportati da figure educative o assistenziali. L’«abitare intergenerazionale», progetti che mettono in contatto generazioni distanti, per un patto di mutuo aiuto tra anziani e giovani. «Alloggi protetti e housing sociale», soluzioni abitative pubbliche o gestite dal terzo settore con sistemi di domotica, assenza di barriera e servizi integrati.

Le realtà già attive

Alcuni esempi sono già attivi. A Bergamo, in via San Bernardino, è stata recentemente inaugurata la «Corte gentile», finanziata con i fondi del Pnrr: una casa vera e propria che ospita piccoli gruppi di over 65 in appartamenti autonomi, combattendo la solitudine mantenendo intatta l’autonomia. L’Università di Bergamo e alcuni comuni dell’hinterland hanno avviato il progetto «Abitare insieme», che unisce due bisogni opposti: la solitudine dell’anziano con una stanza vuota e la ricerca di alloggi da parte degli studenti fuori sede. Il progetto prevede che lo studente riceva ospitalità a costi ridotti in cambio di alcune ore della giornata dedicate a compagnia e piccoli aiuti domestici. Inoltre, diverse realtà della Bergamasca gestiscono appartamenti, condomini, alloggi in cui gli anziani autosufficienti possono vivere sotto lo stesso tetto o dentro lo stesso immobile condividendo il concetto di comunità e di solidarietà

«L’autonomia dell’anziano - prosegue Giacomo Meloni - si difende offrendogli la possibilità di scegliere come e con chi condividere il proprio tempo. La vera sfida sarà portare queste soluzioni fuori dai centri principali e applicarle con capillarità anche nelle valli e in pianura, dove l’indice di vecchiaia è altrettanto marcato e i trasporti sono più complesse».

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