A «Molte fedi» il futuro è una promessa contro le paure e le minacce del presente

IL PROGRAMMA. Al via dal 7 settembre la rassegna delle Acli. Guerre, ambiente, diritti e senso della morte fra i temi. Tra gli ospiti Maria Grazia Calandrone, Dimartino, Amitav Ghosh, Licia Colò, Pierluigi Bersani e Andrea Pennacchi.

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«Il futuro è una promessa, non una minaccia». La frase «forte» di Papa Leone al recente Meeting di Rimini non ha lasciato indifferenti i promotori di «Molte fedi sotto lo stesso cielo», la rassegna culturale delle Acli di Bergamo. Una tradizione consolidata, un appuntamento ormai storico per la città (e, sempre più, per la sua provincia), giunto quest’anno alla XIX edizione.

«Una promessa mantenuta»

La conferenza stampa di presentazione nella mattinata del 1° settembre, alla biblioteca Tiraboschi. «La promessa», spiega Roberto Cesa, presidente Acli Bergamo, «è il tema conduttore di questa edizione. Molte fedi è una promessa mantenuta nei confronti dei cittadini. Non è facile, oggi, proporre un’offerta culturale ampia e di livello, e insieme accessibile e gratuita. Qualche elemento più “pop” risponde a questa idea di accessibilità, come la varietà e ampiezza dei temi proposti».

Tra le istituzioni sostenitrici, il Comune, in rappresentanza del quale interviene il vicesindaco e assessore alla Cultura Sergio Gandi: «Una manifestazione che ha avuto ed ha grande importanza per la città, e lo dice la folta e costante partecipazione di pubblico. Quasi unica, per aver saputo mantenere nel tempo, con longevità non comune, un costante livello di qualità».

Per la Provincia, portando i saluti del presidente Gafforelli, il consigliere Francesco Micheli: «Molte fedi crea momenti di alta cultura sul territorio, offrendo, insieme, spunti di riflessione e possibilità di incontro». «La collaborazione con Molte fedi rappresenta per il nostro Ateneo un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra comunità accademica e società» aggiunge il rettore dell’università di Bergamo, Sergio Cavalieri. Il contributo di UniBg «si concretizza anche attraverso la partecipazione di alcuni nostri docenti, tra cui Anna Chiara Cimoli, Francesca Morganti e Paolo Barcella, che porteranno nella rassegna le proprie competenze e prospettive». Sull’opportunità di «creare una relazione tra il centro e le aree più periferiche della provincia» insiste anche Simona Bonaldi, vicepresidente della Comunità Bergamasca. «La promessa ha bisogno di concretezza - sostiene -. Collaboriamo con Molte fedi, mettendo a disposizione anche delle risorse, perché ne condividiamo valori e obiettivi».

«Affrontiamo, anche quest’anno, temi scomodi», con, magari, apposite, e altrettanto scomode, sezioni, spiega Simone Pezzotta, referente dell’area cultura e formazione delle Acli di Bergamo. Tra esse, Ambiente, Politica, e quest’anno, per la prima volta, «abbiamo voluto dedicare una sezione anche alla Morte, a una riflessione sulla nostra finitudine».

Gli appuntamenti

Si (ri-)parte, dopo le anteprime del primo luglio e del 20 agosto all’Abbazia di S. Paolo d’Argon e a Vilminore di Scalve, lunedì 7 settembre, ore 20,45, nella basilica di Santa Maria Maggiore, con un confronto a due voci sul tema cardine della rassegna, le implicazioni, anche late e profonde, dell’atto del promettere: «Te lo prometto», ospiti lo psichiatra-psicoanalista Vittorio Lingiardi e la poetessa Maria Grazia Calandrone. Poi, tra il molto altro: mercoledì 9, ore 21, alla chiesa di Longuelo, il primo concerto: Dimartino con «L’improbabile piena dell’Oreto».

La pregnanza della sezione Ambiente è testimoniata poi anche dall’incontro di lunedì 14 settembre, ore 20,45, nell’aula magna di S. Agostino. Lo scrittore indiano Amitav Ghosh, che si è fatto paladino della causa ambientalista, parla del suo ultimo romanzo, «L’occhio fantasma» (Einaudi, 2026). Domenica 20 settembre, ore 21, al Serassi di Villa d’Almè, lo spettacolo teatrale «’80 contro ‘90», scontro fra due decenni, con Gino Castaldi e Ema Stokholma.

Un «evento al buio»

Giovedì 24, ore 20,45, alla Casa dello Sport (via Monte Gleno 2/I), in collaborazione con il Comitato di Bergamo del Csi, una «novità assoluta», sottolinea Pezzotta: un «evento al buio», tanto che «nessuno, neanche il presidente, sa cosa succederà. Serve una sola cosa: la fiducia».

Come le anteprime, così il programma conferma la citata apertura a luoghi extra-capoluogo: Licia Colò sarà il 25 settembre, ore 20,45, al Casinò di San Pellegrino (viale della Vittoria 53), per parlare della distanza fra i tempi della Natura e quelli della cosiddetta civiltà, raccontando come molti giovani abbiano ritrovato il senso della cura del mondo.

La Politica

La Politica si prende la scena lunedì 28 settembre, ore 20,45, con Pierluigi Bersani e Giordano Bruno Guerri che, al cinema Conca Verde, discuteranno se essa «può ancora promettere». Coincide, quasi alla lettera, con quello della rassegna anche il titolo dell’ultimo libro della giornalista Marianna Aprile, «La promessa», che ripercorre ottant’anni di storia della conquista di diritti da parte delle donne: dalla prima partecipazione al voto nel 1946 alla prima donna a Palazzo Chigi, «storia di una rivoluzione incompleta». La nuova sezione sulla Morte è testimoniata, fra l’altro, dall’incontro di venerdì 2 ottobre, ore 20,45, nella sede simbolica della chiesa dell’ospedale, piazza Oms 1: «E poi? Un dialogo sulla morte» fra Luciano Manicardi, già priore della comunità di Bose e la psicologa Ines Testoni.

A proposito di Bose: mentre si svolge la conferenza stampa, arriva la notizia della scomparsa di don Enzo Bianchi, fondatore della comunità. «Un grande amico di Molte fedi», ricorda Cesa, «una figura importante per la rassegna e per tutta la comunità cristiana. Ha dato un contributo alla nostra ricerca di senso». Tornando a dire delle sortite extra moenia: Andrea Pennacchi, il 7 ottobre, ore 20,45, porta la sua «Piccola Odissea», al cineteatro Forzenigo di Villa d’Ogna (piazza del Volontariato 70).

Il premio a don Mattia Ferrari

Martedì 13 ottobre, ore 20,45, alla chiesa di Longuelo - ricorda invece Martino Rovetta, anch’egli di Acli Bergamo -, verrà assegnato a don Mattia Ferrari il Premio «Costruttori di Ponti» 2026. «Nel febbraio scorso, dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo, don Mattia, cappellano di Mediterranea, sulla nave Safira, nel canale di Sicilia, ha celebrato una messa, e recitato una preghiera mussulmana e un’orazione civile, per ricordare le vittime. Un gesto che riassume un po’ il senso della nostra rassegna: sguardo interreligioso, attenzione alle persone».

Infine, e sempre fra il molto altro: giovedì 12 novembre, ore 21, ancora al teatro Serassi, il concerto «Bertoli canta Bertoli». Il figlio Alberto esegue canzoni del padre Pierangelo, come l’indimenticabile, a suo modo struggente «Eppure il vento soffia ancora», inno ambientalista uscito esattamente cinquant’anni fa, nel 1976. Nella sua inquietante attualità e preveggenza, citato anche nella brochure che presenta il programma, può dirsi anche la colonna sonora, l’inno di questa edizione di Molte fedi.

Rovetta porta, infine, il messaggio del direttore artistico della manifestazione, Francesco Mazzucotelli, impossibilitato a partecipare. In uno scenario tormentato e violento come quello che ci è esploso attorno in questi ultimi anni «crediamo che sia utile e importante raccontarci le nostre ansie e preoccupazioni, condividerle, e così scoprire che non sono rare. Però in tutte le serate, per oltre due mesi, parliamo di promessa. Anche per riconoscere la possibilità di futuro e quelle oasi di umanità e di bellezza che, nonostante tutto, continuano a esistere e resistere».

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