( foto Albergati)
CONTEMPORARY LOCUS. Il 30 settembre apre il «Consiglio dell’arte»: sei incontri con professionisti che portano esperienze vissute all’estero e in Italia. Tognon: «Nell’aula del governo prospettive e testimonianze che lasceranno tracce». In programma anche 10 laboratori relazionali nei quartieri.
Lettura 2 min.Celebrare l’arte «nel suo farsi» e il suo potere immaginifico e perturbante. È questo uno dei tanti ambiziosi obiettivi del nuovo ciclo di incontri targato Contemporary Locus - associazione artistica bergamasca nata nel 2012 - chiamato «Il Consiglio dell’arte» che dal 30 settembre al 30 novembre, in sei appuntamenti, trasformerà l’aula consiliare di Palazzo Frizzoni in uno spazio di dibattito culturale. «L’aula, cuore pubblico del governo della città, sarà del tutto abitabile e vivibile potendo occupare, nei giorni degli incontri, gli spazi normalmente occupati da sindaca, giunta e i consiglieri - ha spiegato Paola Tognon di Contemporary Locus - Non sarà un’esposizione, gli spazi fisici e metaforici dell’aula saranno occupati dalle testimonianze degli artisti che lasceranno le loro tracce in un continuo dialogo».
Sei incontri e 18 artisti di diverse generazioni (dai 27 ai 93 anni), pratiche e ricerche, ma uniti da un unico denominatore: vivere, lavorare o mantenere un legame con il territorio ospitando anche artisti bergamaschi che ora hanno trovato il loro spazio in città come Parigi, Londra e Berlino. Ogni appuntamento (30 settembre; 7, 21, 28 ottobre; 11 e 18 novembre dalle 18.30 alle 20) presenterà tre artisti a confronto con professionisti dell’arte - sempre legati a Bergamo - per dare vita ad occasioni per guardare l’arte e la città in una modalità nuova e differente. «Il titolo “Il consiglio dell’arte” vuole essere anche metaforico, partecipativo ed espressione democratica dei nostri diritti - ha aggiunto Tognon - L’arte vuole, appunto, dare un consiglio, attivando, anche in modo provocatorio, la comunità, indicando nuove prospettive e facendo interrogare tutti quanti su nuove domande. Nell’aula, ad esempio, ci troveremo, grazie agli affreschi presenti nella sala, circondati dalle figure di alcuni grandi artisti visuali del passato come Caravaggio e Palma il Vecchio. Tutti uomini. Nessuna donna. Gli incontri che troveranno spazio proprio lì ci aiuteranno anche a riflettere su questo tema, sul ruolo della donna nell’arte, e non solo».
Immagini e parole. Non spettacoli. Ma tracce di dibattito e provocazione, come è nel segno di Contemporary Locus che da tre anni ha un’intesa culturale con il Comune di Bergamo. «La rinnoveremo a breve, di durata ancora triennale - ha specificato Sergio Gandi, assessore alla Cultura - Perché Contemporary Locus porta sempre molti elementi di interesse, solleva interrogativi e raggiunge la sua missione di far riscoprire luoghi dimenticati e poco noti del nostro territorio rendendoli nuovamente vitali. Con questo ciclo di incontri l’arte entra a Palazzo ed esce sul territorio in un dialogo aperto, creando relazione tra istituzioni ed arte e rendendo la comunità più lungimirante e coesa».
In parallelo agli incontri nella Sala consiliare, sempre tra settembre e novembre, prenderà il via la seconda parte del progetto: 10 laboratori relazionali coordinati da Contemporary Locus e guidati da 9 artisti, appositamente incaricati, che attraverseranno il territorio di Bergamo. I laboratori in città sono progettati in specifici quartieri (Villaggio degli Sposi, Grumello al Piano, Celadina), all’Atelier Maffei, allo Spazio Polaresco, nella Biblioteca Angelo Mai, al Parco Caprotti e in alcune realtà provinciali (Museo d’Arte Sacra San Martino ad Alzano Lombardo, uno studio di artisti in co-working a Stezzano e nel Tabiòt di Paesaggi Prossimi a Bonate Sopra). Tutti i laboratori sono proposti come sperimentazioni di pratiche artistiche diverse e, cuciti su misura, interagiscono come liberi attivatori di comunità con attività dedicate sia agli adulti che all’infanzia. «Un modo anche per far avvicinare alla politica - ha detto Claudia Lenzini, assessore alla Partecipazione e Reti di Quartiere - L’obiettivo è anche far partecipare alla vita di comunità anche chi vive nelle case popolari dei quartieri che spesso vivono ai margini».
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