( foto Gian Vittorio Frau)
IL PROGETTO. Inaugurata la scultura di Chiara Camoni. La direttrice Pacelli: «Uno spazio di sosta e di incontro tra arte antica e contemporanea».
Lettura 2 min.È come se fosse sempre stata lì, in cima alla collinetta del conte Carrara, a fianco della leonessa, creature plasmate con la stessa sostanza, un continuum con la terra scura e argillosa da cui sembrano emergere.
È stata presentata «La Forza» di Chiara Camoni, opera commissionata da Fondazione Accademia Carrara per i giardini Pwc nell’ambito di «Figure nel paesaggio», progetto pluriennale curato dalla direttrice del museo Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato. Ad inaugurare questo nuovo ciclo di committenze è l’artista che all’ultima Biennale di Venezia ha rappresentato l’Italia, Chiara Camoni, in Carrara. L’opera rilegge l’iconografia dell’undicesimo arcano maggiore dei Tarocchi, instaurando un dialogo con le carte del mazzo Colleoni conservate nel museo: «Se sono qui è per la lungimiranza di Maria Luisa (Pacelli, ndr) e per l’amicizia con Elena (Volpato, ndr) – dice -. In un momento in cui era piena di impegni Elena ha usato le parole giuste e mi ha subito palesato davanti l’immagine della Forza, sapendo che avrei “abboccato” perché racchiude una figura femminile e un animale».
«Modellando queste due figure in gres nero con la tecnica del colombino, la visione arriva davvero all’ultimo. La forza viene trasmessa dall’iconografia alla materia, liberando l’immagine con un ribollire e uno schiumare della materia stessa»
L’artista racconta la genesi dell’opera: «Io amo tantissimo l’arte antica, in virtù di questo amore e di una certa competenza tecnica che mi sono voluta guadagnare mi sono autorizzata a poterla scardinare da dentro. Quell’immagine, della forza, che subito mi è risuonata familiare, mi ha autorizzato a trasformarla: il leone in una leonessa e l’atto di chiusura in un atto di apertura. Modellando queste due figure in gres nero con la tecnica del colombino, la visione arriva davvero all’ultimo. La forza viene trasmessa dall’iconografia alla materia, liberando l’immagine con un ribollire e uno schiumare della materia stessa».
La scultura è stata collocata in modo permanente nei giardini: «Quando abbiamo inaugurato il giardino Pwc ci siamo posti una domanda, che tipo di funzione volevamo avesse questo spazio – spiega la direttrice Pacelli -. La risposta è che non volevamo fosse solo uno spazio di sosta e riflessione, ma che potesse generare incontri con altre opere d’arte che si relazionassero con quelle della Carrara. Per questo percorso ho deciso di affiancarmi ad Elena Volpato, conservatore e curatore presso la Gam di Torino, con l’idea di non inserire opere esistenti, ma di commissionarne di nuove».
Dal Rinascimento in poi, statue, divinità, eroi, personaggi allegorici e creature fantastiche hanno popolato gli spazi verdi. «Figure nel paesaggio» rilegge questa eredità attraverso il lavoro di tre artisti che condividono una profonda attenzione alla scultura di figura e un costante confronto con la tradizione. Il progetto proseguirà nel 2027 con una nuova commissione affidata a Paolo Icaro. «Nello stesso anno torneranno nel giardino le sculture seicentesche di Marte e Minerva appartenute a Giacomo Carrara, il restauro sarà inaugurato con la mostra dedicata a Giacomo Carrara» accenna la direttrice Pacelli. Nel 2028 il ciclo si completerà con l’opera di Alessandro Pessoli.
La presidente di Fondazione Carrara e sindaca di Bergamo Elena Carnevali sottolinea «la capacità del museo di generare cultura e capacità di dialogo. Il patrimonio artistico è una risorsa viva che continua a generare interpretazioni». «È un progetto particolarmente interessante a trazione femminile che porta a confrontarci con la forza delle donne – aggiunge l’assessore alla Cultura Sergio Gandi -. La scultura arricchisce i magnifici giardini della Carrara che hanno suscitato, senza ragione, qualche polemica». L’opera di Camoni entra a far parte della collezione grazie al contributo di Pwc: «L’opera intreccia in modo poetico storia, paesaggio e responsabilità condivisa – afferma Chiara Carotenuto, responsabile della comunicazione PwC -, valori che guidano anche il nostro impegno sul territorio». Plaude all’iniziativa la Soprintendenza delle belle Arti: «Questo giardino è la conclusione di una bellissima galleria, la Carrara, istituzione sempre viva – afferma Angelo Loda -. Questo dialogo tra moderno, antico e natura può fare della Carrara qualcosa di unico».
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