Diari d’amore e thriller sullo sfondo del Grande Nord
TENDENZE. Il Grande Nord come specchio dell’anima: la Groenlandia, Paese ricco di risorse naturali, tornato alla ribalta negli ultimi mesi come terra contesa dai potenti del mondo, diventa nella narrativa un luogo in cui le inquietudini contemporanee trovano casa.
Lettura meno di un minuto.Ne compone un ritratto empatico e profondo «In Groenlandia» (Ponte alle Grazie) di Daniela Tommasini, geografa culturale friulana. Un «diario d’amore» sospeso tra reportage e scoperta interiore, segue il viaggio dell’autrice, che dorme sui divani delle famiglie che la ospitano, mangia carne di foca, impara a conoscere basi militari americane e miniere come capitoli di una stessa, lunga storia. Lo stile è delicato e profondo, mai didascalico.
Atmosfere suggestive e simboliche fanno da sfondo a «L’Aurora di Rune» (Giunti) di Roberto Morgese, romanzo di formazione e avventura. Rune, quattordicenne di Qaanaaq, convive con una madre disfunzionale che annega i dispiaceri nell’alcol, e insegue, letteralmente, un’aurora boreale come promessa di futuro. Morgese intreccia leggende inuit, poesie e un afflato ecologista che denuncia le trivellazioni per le «terre rare» senza mai sacrificare la tenerezza della voce narrante.
Svela aspetti inediti della Groenlandia, infine, anche «La ragazza senza pelle» (Einaudi) di Mads Peder Nordbo, thriller torbido e ben congegnato. Un giornalista in fuga da se stesso si ritrova sulle tracce di un delitto, affiancato da una ragazza inuit, Tupaarnaq, che conosce i segreti della comunità. Nordbo, che ha vissuto a Nuuk, costruisce un noir dai «sapori polari», dove le faide si mescolano a squarci lirici sulla neve. Sullo sfondo, un’unica luce bianca in cui si misura la verità di ciascuno.
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