Intrecci di ricordi e visioni nelle «alchimie» di Basile

LA MOSTRA. Martedì 19 maggio Lalimentari in Piazza Vecchia ospita le originali opere dell’artista di Caravaggio create con resine e materiali plastici riciclati.

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La materia è una continua reinterpretazione. Lo dimostra Cristian Basile con le sue opere al centro di una mostra speciale in Piazza Vecchia, a partire da martedì 19 maggio. Le sale de Lalimentari accoglieranno i risultati della ricerca visionaria di Basile, artista contemporaneo bergamasco che ha saputo imporsi sulla scena nazionale con un linguaggio tridimensionale capace di scardinare i confini tra scultura e design. La mostra, visitabile fino al 31 agosto (negli orari di apertura del locale, 8-2), rappresenta un viaggio multisensoriale dove la plastica riciclata e le resine industriali perdono la loro natura seriale per farsi narrazione emotiva.

I ricordi d’infanzia

Nato a Caravaggio nel 1987, Basile porta in dote un’eredità familiare che affonda le radici nel mondo dell’automotive, trasformando il ricordo d’infanzia in un processo creativo originale. «In famiglia mio padre vendeva automobili e io sono nato in mezzo a questo mondo – racconta l’artista –. Parto dai concetti di sostenibilità e automazione: recupero i polimeri di stampa delle autovetture, li sciolgo e li raffreddo fino a ottenere l’opera. Gli stampi dei soggetti li realizzo interamente a mano. È questa la base del mio lavoro, che poi rifinisco con verniciature e tecniche particolari». Un metodo che Basile affina da circa dieci anni, dando vita a texture dense e stratificate che invitano a un’osservazione quasi tattile, dove le vernici fluorescenti dialogano con le ombre create dai volumi. L’esposizione presenterà una quindicina di opere di varie dimensioni, solitamente attestate su uno standard di 65x85 centimetri, con profondità che mutano a seconda della forza plastica del soggetto. «Non c’è un tema univoco, porto una selezione – spiega Basile –. La scelta dei soggetti però non è casuale. C’è sempre un criterio profondo. Penso alla mia Medusa: solitamente è rappresentata in modo gorgonico, terrificante. Io invece sono innamorato della sua storia e l’ho voluta raffigurare come la donna bellissima che era in origine. O ancora “Art Monkey”, che rappresenta la nascita dell’uomo e la nostra storia».

Tecnica e sensibilità

Il dialogo tra l’antico Palazzo del Podestà, che ospita Lalimentari al civico 8, e la modernità dirompente delle plastiche ABS riciclate di Basile crea un cortocircuito estetico di grande fascino. Paolo Chiari, titolare del locale e promotore dell’iniziativa spiega: «Siamo felici di ospitare Cristian Basile, un artista che sa coniugare una tecnica straordinaria a una profonda sensibilità contemporanea. Le sue opere portano una ventata di energia e colore in un luogo dove cerchiamo da sempre di far convivere il racconto della tradizione bergamasca con la valorizzazione dei talenti emergenti. È l’incontro tra tradizione e contemporaneità».

L’inaugurazione, in programma mercoledì dalle 18, sarà l’occasione per incontrare l’artista e approfondire una poetica che oscilla tra astrazione e simbolismo. In un’epoca di immagini digitali e dell’arrivo dell’AI, l’opera di Basile ci riporta alla forza della materia riplasmata. Etica del recupero e creatività qui trovano armonia perfetta come l’equilibrio tra soggetto e cornice.

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