Le Specie e l’architettura in dialogo a San Rocco
In Città Alta gli artisti Dicorato e Petti indagano le relazioni tra il mondo animale e l’attività umana nell’ex chiesa.
Lettura 1 min.Si intitola «When Species Don’t Meet» (ossia Quando le specie non si incontrano), la mostra di Davide Dicorato e Luca Petti a cura di Arnold Braho ed Edoardo De Cobelli, realizzata in collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali E. Caffi, allo Spazio Volta, nell’ex chiesa di San Rocco in Città Alta.
L’esposizione, visitabile fino al 30 agosto, nasce da un dialogo tra gli artisti e le collezioni del museo e prosegue il percorso di collaborazione con enti e realtà del territorio avviato negli anni precedenti. Il progetto rientra in un programma annuale dedicato alle relazioni tra esseri umani e animali e si sviluppa a partire dall’esplorazione dei depositi museali e dal prestito di alcuni reperti selezionati insieme ai conservatori: uno scheletro di tartaruga Caretta caretta, una pelle di giaguaro e una serie di giare da esposizione.
La mostra mette in discussione le forme di visibilità che storicamente hanno definito il rapporto tra umano e animale. Nella ex chiesa di San Rocco, la mostra trasforma lo spazio in un dispositivo di osservazione
«When Species Don’t Meet» prende forma da una riflessione sulle modalità attraverso cui l’animalità viene osservata, rappresentata ed esposta in differenti contesti istituzionali e architettonici. La mostra mette in discussione le forme di visibilità che storicamente hanno definito il rapporto tra umano e animale. Nella ex chiesa di San Rocco, la mostra trasforma lo spazio in un dispositivo di osservazione. L’architettura diventa un paesaggio simbolico che invita il visitatore a interrogare le forme attraverso cui il vivente viene raccontato, organizzato e percepito. Le opere di Davide Dicorato e Luca Petti esplorano forme di esistenza che emergono dalla relazione tra elementi animali, organici e artificiali. Attraverso pratiche di assemblaggio, classificazione e ibridazione, gli artisti costruiscono scenari in cui le tradizionali categorie tassonomiche si rivelano instabili, aprendo a nuove possibilità di lettura delle relazioni tra specie, materia e rappresentazione.
«Il progetto - racconta Edoardo De Cobelli, curatore della mostra insieme a Arnold Brahoù - nasce dall’incontro tra competenze, sensibilità e prospettive differenti provenienti dall’ambito artistico, curatoriale e scientifico. Proprio questo confronto interdisciplinare costituisce uno degli elementi centrali della mostra, che si propone come spazio di dialogo e di riflessione critica sulle forme contemporanee di rappresentazione della natura e dell’animalità». La mostra, inoltre, segue il dialogo con wwf oasi valpredina sportello pipistrelli.
«When Species Don’t Meet è un progetto che interpreta in modo efficace una delle sfide più interessanti della ricerca culturale contemporanea, quella di creare connessioni tra saperi, linguaggi e discipline differenti per generare nuove prospettive sul presente» dichiara l’assessore alla cultura Sergio Gandi.
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