«Longaretti vive», i percorsi creativi visti dietro le quinte
IL PROGETTO. Il 5 giugno l’Associazione Longaretti aderisce alla Notte degli Archivi con una mostra illustrata a tre voci.
Lettura 1 min.Anche nel 2026 l’Associazione Longaretti partecipa ad Archivissima, il festival e la notte degli Archivi. È una iniziativa a carattere nazionale alla quale aderiscono più di 500 archivi con caratteristiche assai diverse, ma tutti legati dalla consapevolezza che gli archivi non sono luoghi polverosi ma depositi di memoria capaci di creare stimoli vivaci e interessanti.
Negli spazi suggestivi dell’ex studio dell’artista una mostra documenterà tale processo con lavori di Trento Longaretti, opere della sua collezione e sperimentazioni di giovani artiste
«Il titolo dell’edizione 2026, “Quello che non c’è”, - spiegano dall’associazione - ci ha suggerito di svelare ciò che finora è stato nascosto. Aperte le cassettiere giacenti presso lo studio dell’artista, si ammirano innumerevoli incisioni, ma qualcosa non c’è, qualcosa non si vede: celate, dietro alle stampe calcografiche, vi sono molteplici matrici che testimoniano l’inizio di un lungo processo artistico che dallo zinco, al torchio, arriva alla carta... ma non sempre ci arriva!». Negli spazi suggestivi dell’ex studio dell’artista una mostra documenterà tale processo con lavori di Trento Longaretti, opere della sua collezione e sperimentazioni di giovani artiste.
Venerdì 5 giugno, a partire dalle 18 e fino alle 22 l’Associazione Longaretti aprirà dunque le porte della sede in via Borgo Canale 23 per un incontro serale dal titolo «Longaretti vive: Quello che non si vede e quello che non c’era», proseguendo il ciclo di appuntamenti «Arte in Carta» dedicato alla produzione artistica su carta, assai poco frequentata di Trento Longaretti.
La mostra sarà illustrata ai visitatori con una presentazione a tre voci: Alessia Guarnero, archivista, ha curato la catalogazione della produzione calcografica di Longaretti; Chiara Brambilla, artista e insegnante ai corsi serali di incisione all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo; Francesca Medolago, studentessa all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. Un filmato di Alberto Nacci racconterà i vari aspetti della tecnica calcografica. Sarà l’occasione per approfondire la conoscenza di un ricco archivio d’artista, che nel 2023 ha ottenuto la dichiarazione di «rilevante valore storico culturale» da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia e che si avvia alla conclusione del suo riordino. Sarà possibile visitare la mostra anche il 6 e il a 7 giugno dalle 16 alle 19.30.
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