«Pinocchio, che cos’è una persona?»: Davide Iodice al Gavazzeni di Seriate

LO SPETTACOLO. L’appuntamento chiude la settima edizione del Terre del Vescovado Teatro Festival.

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Seriate

La settima edizione del Terre del Vescovado Teatro Festival si chiude un appuntamento di spessore artistico e civile, al Cineteatro Gavazzeni di Seriate: «Pinocchio, che cos’è una persona?», spettacolo con ideazione, drammaturgia, regia, scene e luci firmate da Davide Iodice.

Un inno alla diversità

L’opera, prodotta dalla Compagnia Scuola Elementare del Teatro Aps, si configura come «un potente rito collettivo corale». Il lavoro nasce dall’esperienza di un laboratorio permanente in cui ragazzi con disabilità cognitive si uniscono a giovani in uscita dal circuito carcerario, adulti, genitori e amici, condividendo un cammino umano in grado di tramutare la fragilità in espressione viva, creativa e dirompente. In questa riscrittura scenica, il burattino collodiano diventa il fratello simbolico di tutti i «diversi», di coloro che abitano la complessità della crescita al di fuori dai canoni normalizzanti. Attraverso improvvisazioni, testimonianze e folgoranti invenzioni visive, la scena rifiuta ogni forma di pietismo o retorica consolatoria. Al contrario, rivendica con orgoglio il diritto alla gioia, alla bellezza e alla totale condivisione.

A guidare la genesi dello spettacolo è una profonda urgenza etica, come spiega lo stesso Davide Iodice nelle sue note di regia: «Pinocchio incarna un’adolescenza incomprensibile, nel cui tormento si specchia una società di adulti in rovina. È tutti i diversi con la loro carica anarchica, ma è pure il legno “stuprato” dalla perversione dell’immagine e somiglianza di una società normalizzante. Nella pancia della balena, Pinocchio chiede a Geppetto: “E dopo?”. Questo “dopo” è la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo “straordinario”, fuori dall’ordinario. La risposta spetta alla comunità intera. Sento l’esigenza di fare un vero manifesto sulla disabilità. Ai ragazzi spiego che la normalità è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione».

L’evento è in collaborazione con Bgy Milan Bergamo Airport e Cineteatro Gavazzeni. Il Festival è realizzato con il contributo di Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo e dei Comuni ospitanti.

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