«Ponti attraverso i confini», ad Astino il summit delle città creative Unesco

Bergamo. L’ex monastero ospita il terzo summit internazionale delle città creative Unesco, intitolato «Bridges across boundaries – intercluster exchanges for creative solutions».

Il 21 ottobre, nell’ex Monastero di Astino, Bergamo ospita alle ore 14.30 il terzo summit internazionale delle città creative Unesco, intitolato «Bridges across boundaries – intercluster exchanges for creative solutions». Il summit, organizzato dal Comune di Bergamo, raccoglie il testimone degli importanti risultati ottenuti nel corso delle precedenti due edizioni, che hanno visto la partecipazione di dodici città creative Unesco di tutto il mondo. Bergamo continua quindi a intensificare il legame con il circuito delle 295 UCC nel mondo.

L’obiettivo che il summit di quest’anno si pone, sin dal titolo «Bridges across Boundaries» - ponti attraverso confini, è dimostrare come creare connessioni e sinergie tra le diverse aree della creatività che animano la rete delle Città creative Unesco sia l’approccio vincente per creare esperienze di successo: mettere in rete gli asset creativi, condividere opportunità, strutture e know-how in un processo di reciproco arricchimento e conoscenza.

Le città presenti a Bergamo sono Santa Maria da Feira–cluster gastronomy (Portogallo), Salonicco-cluster gastronomy (Grecia), Zahle-cluster gastronomy (Libano), Pesaro-cluster musica, Alba-cluster gastronomia, Parma-cluster gastronomia, Milano-cluster letteratura. All’incontro parteciperanno anche gli amministratori e i rappresentanti della città di Ludwigsburg: la loro presenza sarà l’occasione per firmare il patto di gemellaggio tra le due città. L’evento si svolgerà in lingua inglese con la possibilità della traduzione simultanea in lingua italiana.

La rete delle città creative dell’Unesco

La Rete delle città creative dell’Unesco è stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile ed è divisa in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali (Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema).

Le 295 città, nei paesi di tutto il mondo, che attualmente fanno parte della rete collaborano per un obiettivo comune: fare della creatività e dell’industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e collaborare attivamente a livello internazionale. Tutte le città creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della rete che con il settore pubblico e il settore privato. In quanto tali le città creative contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La Rete delle città creative ha tra i suoi obiettivi quello di funzionare come laboratorio di idee e di esperienze innovative intese a capitalizzare il potenziale di cultura e creatività per lo sviluppo urbano sostenibile. Per questo ogni 4 anni le città creative sono tenute a presentare un rapporto di monitoraggio inteso a dimostrare l’impegno verso l’attuazione della missione della Rete, presentare un nuovo piano d’azione per i successivi 4 anni, fornire un panorama dell’impatto della designazione, incoraggiare lo sviluppo di ricerche sulle esperienze delle città creative.

Attualmente in Italia le città creative sono 13:
2006 Bologna (musica)
2013 Fabriano (artigianato e arte popolare)
2014 Torino (design)
2015 Roma (cinema)
2015 Parma (gastronomia)
2017 Milano (letteratura)
2017 Pesaro (musica)
2017 Carrara (artigianato e arte popolare)
2017 Alba (gastronomia)
2019 Biella (artigianato e arte popolare)
2019 Bergamo (gastronomia)
2021 Como (artigianato e arte popolare)
2021 Modena (media arts)

Il distretto italiano delle città creative per la Gastronomia si allarga alle tre confcommercio

Le Associazioni Confcommercio di Alba, Bergamo e Parma siglano un’intesa nella cornice del distretto delle tre città italiane Unesco per la gastronomia. Le Associazioni di categoria degli Artigiani dei tre territori hanno siglato lo scorso anno un patto simile, avviando una collaborazione comune. Alba, Bergamo e Parma sono unite per promuovere l’enogastronomia. Le tre “città creative Unesco per la Gastronomia” riconosciute in Italia hanno siglato nel 2021 un patto di collaborazione e i sindaci di Alba, Bergamo e Parma, rispettivamente, Carlo Bo, Giorgio Gori e Federico Pizzarotti, hanno firmato a Bergamo il protocollo che sancisce la nascita di un unico grande distretto gastronomico. Le tre città con questa alleanza si sono impegnate a realizzare politiche comuni di valorizzazione e promozione internazionale dei territori. Le città hanno iniziato a lavorare insieme alla progettazione e realizzazione di un’offerta unitaria del Distretto, sempre nel rispetto e nella valorizzazione delle peculiarità di ogni area, proponendosi come una destinazione unica allargata, in cui molte sono le possibili esperienze a tema food e non solo.

Il primo passo è stata la partecipazione attraverso attività ai rispettivi eventi turistici, enogastronomici e culturali, come Forme per Bergamo e la Fiera internazionale del Tartufo e Vinum per Alba, creando un calendario condiviso di eventi da proporre in Italia e all’estero, anche nell’ottica di razionalizzare gli sforzi e rafforzare la promozione.

Il gemellaggio Bergamo-Ludwigsburg

Venerdì 21 novembre, approfittando della presenza della città di Ludwigsburg al tavolo dei lavori del summit Internazionale delle città creative Unesco, Bergamo e la città del Baden Wurttemberg firmeranno formalmente il proprio atto di gemellaggio. Le due città al centro di territori produttivi caratterizzati da una forte spinta manifatturiera, ma anche accomunati da un’importante tradizione storica e culturale, danno quindi ulteriore corpo e spinta a un legame avviato a livello provinciale da una lettera di intenti sottoscritta qualche anno fa.

Il gemellaggio è l’ennesima tappa di percorso che ha visto le due città incrociarsi anche a Berlino il 12 ottobre 2021, quando Bergamo e la Ludwigsburg hanno ottenuto il Premio dei Presidenti per la cooperazione tra le città di Italia e Germania, dando vita a un “Consiglio Civico dei Giovani Post-Corona”, che ha coinvolto 25 giorni bergamaschi e 25 giovani di Ludwigsburg (tutti al di sotto dei 30 anni) intorno agli eventi della crisi pandemica per costruire proposte concrete da lanciare il futuro delle due città. Il gemellaggio sarà siglato venerdì 21 ottobre, nella cornice dell’ex Monastero di Astino, alla presenza del Sindaco di Ludwigsburg Mathias Knecht.

Coesistenza: una mostra diffusa in città per parlare di biodiversità ed ecosistema

La mostra: Pensare la coesistenza a diverse scale attraverso l’analisi dei termini Biodiversità ed Ecosistema è l’idea progettuale proposta agli 8 artisti invitati a produrre un lavoro che è stato riprodotto in copie multiple e affisso in Bergamo città, permettendone un’ampia fruizione. L’obiettivo è di stimolare il pubblico a riflessioni di coesistenza a diversi livelli, compreso quello di apprezzare quanto le nostre vite urbane non siano in realtà altro, ma un tutt’uno con la ruralità. I poster diventano ambasciatori di un manifesto urbano diffuso; invitano a preservare e a ripristinare la biodiversità; stimolano domande sulla coesistenza di tutti gli organismi viventi del nostro pianeta Terra.

Tutti gli organismi viventi dipendono l’uno dall’altro per la loro sopravvivenza. La coesistenza è alla radice del pensiero ecologico e si fonda sulla necessità di mettere fine ai cambiamenti climatici e salvare dall’estinzione tutte le specie viventi. La biodiversità è la chiave per la sopravvivenza e la sostenibilità. Così come tutto in natura è interconnesso, allo stesso modo siamo coscienti dell’importanza di ricostruire alcuni legami ecologici fondanti, che pongono gli organismi viventi quale “elemento” integrante e non in contrapposizione con l’ecologia dei luoghi. Partendo dalla riscoperta della biodiversità della città di Bergamo il progetto Coesistenza/Coexistence ritesse un dialogo diretto con lo scrigno ecologico della montagna delle Valli bergamasche e lo fa attraverso l’esposizione di opere pensate all’interno della visione di Nature Art and Habitat (NAHR). NAHR agisce in Val Taleggio dal 2015, approfondendo attraverso la ricerca e il fare questa visione che collega il micro- ed il macrocosmo, la cultura alla natura e l’ecologia dei luoghi. Il suolo è microcosmo di vita e ciò che troviamo nella nostra terra racconta esistenze oltre la nostra umanità. Pensare la coesistenza a diverse scale attraverso l’analisi dei termini Biodiversità ed Ecosistema è l’idea progettuale proposta agli “artisti” invitati a produrre un lavoro che verrà riprodotto in copie multiple e affisso in Bergamo città, permettendone un’ampia fruizione. L’obiettivo è di stimolare il pubblico a riflessioni di coesistenza a diversi livelli, compreso quello di apprezzare quanto le nostre vite urbane non siano in realtà altro, ma un tutt’uno con la ruralità. I poster diventano ambasciatori di un manifesto urbano diffuso; invitano a preservare e a ripristinare la biodiversità; stimolano domande sulla coesistenza di tutti gli organismi viventi del nostro pianeta Terra

Di questo e di altro ancora parleranno, sabato 22 ottobre alle 12.30, nella sala Giuristi di Palazzo della Ragione di città Alta Claudio Cecchinelli, focal point Bergamo città Creativa Unesco; Gabriele Rinaldi, direttore Orto Botanico di Bergamo; Gabi Scardi, curatrice mostra e socia di Nahr; Susanna Ravelli, coordinatrice mostra e socia di Nahr, in occasione della presentazione della mostra.

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