Due lezioni dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Canada
MONDO. Per l’Europa è opportuno prendere nota, perché le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico sugli scambi di beni e servizi potrebbero riemergere da un momento all’altro.
MONDO. Per l’Europa è opportuno prendere nota, perché le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico sugli scambi di beni e servizi potrebbero riemergere da un momento all’altro.
MONDO. Qualche giorno fa l’Ucraina ha ricordato (festeggiare non pare un termine utilizzabile, di questi tempi) il trentacinquesimo anniversario della propria indipendenza.
MONDO. Trentacinque anni non sono pochi, ma l’attuale amministrazione del Cremlino si ostina a non accettare tale realtà. È dal 1991 che l’Ucraina non è più sovietica ed è diventata uno Stato indipendente con la benedizione - allora - dei democratici russi di Boris Eltsin, un po’ meno con quella dei repubblicani Usa di George Bush senior.
MONDO. «Il debito pubblico è grande abbastanza da badare a se stesso», scherzava il presidente americano Ronald Reagan negli anni Ottanta. Oggi gli investitori di tutto il mondo non ne sarebbero più così sicuri, a giudicare dalla relativa incertezza che da giorni circonda i titoli di Stato della prima potenza mondiale.
MONDO. La democrazia è un tesoro raro che non va sprecato. Solo nei Paesi più evoluti ha messo radici se si guarda una cartina politica del mondo. Evidenziamo subito che la democrazia non è un sistema perfetto, anzi.
MONDO. Si scrive Gaza ma si dovrebbe leggere Israele. Perché sono proprio le vicende interne dello Stato ebraico, oggi, a dettare il passo per la realizzazione del compromesso di pace che Donald Trump era riuscito a far accettare a Benjamin Netanyahu e ai dirigenti di Hamas il 14 ottobre dell’anno scorso.
MONDO. Perfino l’ambasciatore degli Usa in Israele ha definito «terroristi» i coloni responsabili dell’assedio alle famiglie palestinesi indifese nel villaggio cisgiordano di Qusra.
MONDO. Gli storici della boxe ricordano ancora il celeberrimo incontro tra George Foreman e Muhammad Ali (alias Cassius Clay), a Kinshasa nel 1974, quando il favorito Foreman scaricò tutta la sua potenza nelle prime riprese per poi ritrovarsi senza forze e alla mercé di Ali che lo mandò al tappeto, creando per sé un mito ancora oggi inossidabile.
MONDO. Se «Steady State» può essere tradotto con «Stato stabile», allora è piuttosto naturale che i quasi 400 membri del gruppo, tutti ex agenti, analisti o funzionari dei servizi di sicurezza Usa, considerino Donald Trump una minaccia.
MONDO. In generale stupisce la poca conoscenza che emerge della storia e dell’attualità dell’Ucraina.
MONDO. L’Accordo tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia mette insieme tre potenze regionali che, proprio unendo le forze, possono produrre un progetto di potenza vera.
MONDO. I partiti sono ormai in formato campagna elettorale. E come da tradizione, tendono a ripiegare sui vecchi vizi della politica domestica: generose promesse fiscali, accese polemiche identitarie, spiccate preferenze di scuderia.
MONDO. Le reiterate e inaccettabili violenze dei coloni in Cisgiordania appartengono a un progetto geopolitico deliberato.
MONDO. Guardando alle tante guerre - non solo alle più rilevanti (Ucraina, Medio Oriente, Iran) - che caratterizzano l’attuale contesto politico globale, si pone sempre più la necessità di ricercare un grande accordo che sia di base per una moratoria a livello internazionale.
ITALIA. L’unico strenuo difensore delle coordinate della convivenza umana e civile senza le quali una società degna di questo nome non potrebbe reggersi.
ITALIA. Ai blocchi di partenza di una campagna elettorale che si annuncia lunga e infuocata, lo scenario politico si presenta dominato da una grande incertezza.
MONDO. Come un toro che di fronte al drappo rosso continua a caricare disperatamente prima di essere abbattuto, Trump ha nuovamente ripreso le operazioni militari con l’Iran senza produrre un risultato decisivo.
MONDO. La frattura fra chi vuole riportare la storia indietro, alle sfere di influenza a dominio moscovita, e chi crede che un’epoca nefasta si sia chiusa per sempre.
MONDO. Passo dopo passo verso una vera Difesa comune europea post americana. Nove Paesi, tra cui l’Italia e il Regno Unito, hanno deciso di coordinare i propri sforzi per creare un «programma» anti-missilistico con l’obiettivo della futura nascita di un «Iron Dome» continentale all’israeliana.
MONDO. Non è passato un mese (la firma è del 18 giugno) e il Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è già carta straccia. E la delusione è cocente. Colpa nostra, forse.