L’Ucraina smembrata e il «nuovo» ordine
MONDO. L’intervento di Putin all’Eastern Economic Forum di Vladivostok e le risposte europee.
MONDO. L’intervento di Putin all’Eastern Economic Forum di Vladivostok e le risposte europee.
EUROPA. Il presidente della Repubblica indica la via da seguire, l’unione come necessità e responsabilità.
L’INIZIATIVA. In mattinata l’enorme bandiera srotolata dalle Mura, nel pomeriggio in piazza Mascheroni confronti per sensibilizzare sui conflitti in corso.
MONDO. Fino a ieri l’Unione Europea era il primo partner commerciale della Cina. Dal 31 agosto a oggi, su invito di Xi Jinping, il Sud del mondo si dà appuntamento alla corte del presidente cinese, ma l’Europa non c’è.
L’INTERVISTA. «La Sei Giorni è stata un’esperienza straordinaria: 150mila spettatori non si vedevano da cinquant’anni». L’ultim«? «Mai dire mai».
MONDO. Cosa uniscono i ghiacci dell’Alaska al caldo afoso di Tianjin, il porto di Pechino? Il tentativo di far comprendere a Vladimir Putin che bisogna concludere il prima possibile il conflitto in Ucraina.
MONDO. Tra il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e i rapporti tra Stati Uniti e paesi europei.
L’INIZIATIVA. Come prime voci il Vescovo Francesco Beschi e la sindaca Elena Carnevali. Oltre 12mila nomi la cui lettura è durata fino alle 20 di domenica 31 agosto.
MONDO. Donald Trump è percepito come un simbolo di instabilità, ma in realtà gli obiettivi sono brutalmente precisi. Procede magari a zigzag, ma sui dazi ha vinto. Per difendere le auto europee portandoli «solo» al 15% ha ottenuto in questi giorni dazi zero su molte esportazioni Usa.
MONDO. Tra gli effetti dei dazi imposti da Trump non vi sono solo pesantissime ricadute nei conti economici dei singoli Paesi e l’intensificarsi di tensioni sovraniste, ma anche il minaccioso ritorno di una vecchia teoria economico-politica: il mercantilismo.
MONDO. Il ricevimento regale in Alaska offerto da Trump a Putin, un ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, ci aveva lasciato allibiti.
MONDO. Nello scenario mondiale attuale sono tre i protagonisti: Stati Uniti d’America, Russia, Cina. Ognuna delle tre superpotenze consapevole, pur nelle differenze, del proprio ruolo. È un dato di fatto.
MONDO. Sarebbe davvero difficile credere che sia casuale la quasi perfetta coincidenza tra l’approvazione del mega-insediamento E1 (3.500 nuove unità abitative da costruire a Est di Gerusalemme, per tagliare in due la Cisgiordania e rendere impossibile qualunque ipotesi di Stato palestinese) e l’inizio delle operazioni militari per completare l’occupazione della Striscia di Gaza, che le forze i…
MONDO. «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan, ma con i fatti. Ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea».
L’ANALISI. Nieri (Cisl): «Metalmeccanica e tessile sono i settori più in difficoltà. E c’è una questione salariale». Toscano (Cgil): «Scenario internazionale imprevedibile». Papaianni (Uil): «Serve una visione sull’interporto».
MONDO. A piccoli passi sulla via che porta alla pace in Ucraina, ma la strada da percorrere è ancora lunga e piena di ostacoli. Il summit alla Casa Bianca ha ottenuto il risultato che, pur non assumendo alcuna decisione sui grandi nodi da sciogliere, ha consentito di mettere le basi per riallacciare i rapporti personali tra i leader.
MONDO. Vladimir Putin vuole ora ottenere con la diplomazia, quanto non è riuscito con le armi: trasformare una grave sconfitta politica, finanziaria ed economica in un’inattesa vittoria geostrategica.
ITALIA. Rassegniamoci: d’ora in poi non avremo che un duello prolungato dei partiti.
MONDO. In questi anni di guerra, abbiamo mai avuto la sensazione che l’Europa potesse o volesse decidere qualcosa che avrebbe avviato una svolta positiva?
MONDO. Com’era facile prevedere, le atroci immagini degli ostaggi israeliani ancora prigionieri di Hamas, ridotti quasi a scheletri e costretti a scavarsi la fossa, e il costante e ormai incomprensibile rifiuto di Hamas di accettare una trattativa che implicherebbe una sorta di resa, hanno spinto Benjamin Netanyahu e il suo Governo a varare un ulteriore giro di vite su Gaza.