Il mondo libero e gli aiuti all’Ucraina
MONDO. Trentacinque anni non sono pochi, ma l’attuale amministrazione del Cremlino si ostina a non accettare tale realtà. È dal 1991 che l’Ucraina non è più sovietica ed è diventata uno Stato indipendente con la benedizione - allora - dei democratici russi di Boris Eltsin, un po’ meno con quella dei repubblicani Usa di George Bush senior.
Lettura 2 min.Oggi, con la sua «Operazione militare speciale» - iniziata giusto 4 anni e mezzo fa - Vladimir Putin intende sovvertire il responso della storia, ossia il crollo dell’Urss, da lui definito «una catastrofe geopolitica». E l’Occidente - convenuto in presenza a Kiev o collegatosi online con Volodymir Zelensky per il summit dei Paesi «Volenterosi», – gli ribadisce che ciò non è possibile.
L’«impero», come l’intende Putin, è un capitolo chiuso. L’autodeterminazione dei popoli e «la libertà» non possono essere messe in discussione al tempo della globalizzazione. Densa di significati è stata la comparazione del neopremier del Regno Unito, Andy Burnham, tra la resistenza degli ucraini contro la Russia putinista e quella dei britannici contro la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.
E come il nuovo mondo sorse allora nei cieli inglesi, il futuro Vecchio continente sta nascendo oggi in Ucraina, dove le democrazie liberali stanno aiutando chi è vittima della prepotenza altrui. «La vostra lotta è anche la nostra», ha rimarcato il presidente Ue, Antonio Costa.Burnham ha portato a Kiev i progetti dei missili a lungo raggio. Così da mettere gli ucraini nella condizione di colpire le fabbriche dove le testate di Putin vengono prodotte o i siti da dove esse vengono lanciate.
A Kiev vanno anche nuovi aiuti militari dell’Unione europea. Questi 6,1 miliardi di euro sono destinati al settore della difesa - in particolare anti-aerea (con missili e radar) - quella che serve per proteggere i civili dai missili balistici, i quali hanno recentemente provocato stragi tra gli innocenti
In sostanza, vengono consegnati ai «maestri armieri» ucraini - famosi per aver prodotto i vettori sovietici, utilizzati per i missili intercontinentali militari, e quelli per uso civile nello spazio – armi sofisticate di ultima generazione. Ed è la prima volta che una cosa del genere succede. Questa è la risposta di Londra, per «tenere viva la fiamma della libertà», all’escalation posta in atto nelle ultime settimane da Vladimir Putin, che si appresta ad alzare ulteriormente la posta (come è suo costume) in autunno.
A Kiev vanno anche nuovi aiuti militari dell’Unione europea. Questi 6,1 miliardi di euro sono destinati al settore della difesa - in particolare anti-aerea (con missili e radar) - quella che serve per proteggere i civili dai missili balistici, i quali hanno recentemente provocato stragi tra gli innocenti.
Densa di significati è stata la comparazione del neopremier del Regno Unito, Andy Burnham, tra la resistenza degli ucraini contro la Russia putinista e quella dei britannici contro la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale
Di proposte di tregua o pace oppure di piani per una ricomposizione della tragedia russo-ucraina Vladimir Putin non ne vuole sentir parlare. Solo alle condizioni del Cremlino - inaccettabili per uno Stato sovrano - ci si può fermare. La rinuncia degli emissari di Trump, Witkoff e Kushner, alla visita programmata al Cremlino dà il senso della crisi in cui si dibatte l’azione negoziale degli ambienti diplomatici internazionali.
In questo quadro va in scena adesso il viaggio a Mosca di tre giorni di monsignor Gallagher e a settembre quello del Cardinale Zuppi. Portare sollievo ai sofferenti dalla tragedia russo-ucraina è uno degli obiettivi. Del resto, se una delle parti in causa non vuol farla finita, cosa si può fare?
Il Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati (ministro degli Esteri) trova una Russia in cui la popolazione è stanca delle ostilità «volute dalla politica» e provata dai bombardamenti che hanno provocato, oltre a tanti lutti, le crisi della benzina e della logistica civile. Serve un’illuminazione per uscire da questo tunnel buio e pericoloso. Le vie della Provvidenza sono infinite.
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