Scoperta sensazionale a Bergamo: composizione autografa di Donizetti trovata nella biblioteca del Seminario
LA RIVELAZIONE. Una composizione finora sconosciuta scritta di suo pugno da Gaetano Donizetti.
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Bergamo
La composizione è stata ritrovata a Bergamo, sua città natale, durante il censimento dei fondi musicali della Diocesi che include 860 documenti manoscritti e a stampa, che vanno dall’inizio dell’800 agli ultimi decenni del secolo scorso.
Si tratta di un Dixit Dominus, ovvero la messa in musica del salmo 110 per tre voci virili a cappella (due tenori e un basso) in quattro carte scritte, si ritiene, fra il 1818 e il 1821, dunque quando Donizetti tornò in città dopo gli studi bolognesi.
La storia della scoperta
La scoperta è stata fatta lo scorso 24 febbraio dai due responsabili del censimento, ovvero dal musicologo William Limonta e dallo storico e archivista Michele Enrico Poli. Nelle quattro carte della composizione non c’è la firma autografa di Donizetti, ma Limonta ha intuito che poteva essere di mano del compositore. Per questo il manoscritto è stato sottoposto a un controllo calligrafico e Fabrizio Capitanio, Conservatore della Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti, e Paolo Fabbri, direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani della Fondazione Teatro Donizetti, hanno confermato che si tratta di un’opera scritta di pugno da Donizetti. «Per chi si occupa quotidianamente di ricerca musicologica - ha raccontato Limonta -, vivere una scoperta di questo genere è un’emozione difficilmente descrivibile».
«Tassello della produzione giovanile di Donizetti»
Il Dixit, ha spiegato il direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani Paolo Fabbri, aggiunge «un tassello (per certi versi, piuttosto singolare) alla produzione giovanile di un Donizetti reduce dagli anni bolognesi e ai primi passi di una carriera non ancora votata principalmente al teatro».
Il racconto del ritrovamento il 9 ottobre
Il 9 ottobre al seminario vescovile è in programma un incontro per raccontare il ritrovamento dello spartito e approfondire la composizione che sarà eseguita in prima assoluto il 29 novembre, Dies Natali di Donizetti, nella Basilica di Santa Maria Maggiore alle 10.30 con i solisti della cappella musicale diretti da Cristian Gentilini. Una iniziativa che rientra nel Donizetti Opera Festival. «Un’occasione - ha osservato il presidente della fondazione teatro Donizetti Giorgio Berta - per restituire alla città e al pubblico internazionale del festival una musica che torna a vivere dopo oltre due secoli».
Il ruolo di laboratori musicali delle istituzioni ecclesiastiche
Secondo il direttore della Biblioteca del Seminario Vescovile e dell’Archivio storico diocesano di Bergamo don Mattia Tomasoni, «questo ritrovamento assume un significato che va ben oltre il valore della singola composizione: getta nuova luce sulla storia della formazione musicale del clero bergamasco e sul ruolo che i Seminari e le istituzioni ecclesiastiche hanno svolto, nei secoli, come autentici laboratori di cultura musicale».
«Papa Benedetto, fine musicista - ha ricordato il vescovo monsignor Francesco Beschi -, disse: «La musica, elevando l’anima alla contemplazione, ci aiuta a cogliere anche le sfumature più intime del genio umano, in cui si riflette qualcosa della bellezza senza confronti del Creatore. Il cantare stesso è quasi un volare, un sollevarsi verso Dio, un anticipare in qualche modo l’eternità’. Sono convinto che questo brano che rende onore a Bergamo, sia per l’autore che per il ritrovamento, corrisponda a questo messaggio».
Fare la prima esecuzione in epoca moderna durante il Donizetti Opera Festival, nel giorno del compleanno del compositore, «è un gesto che dà pieno senso al lavoro del festival» ha spiegato il direttore musicale ed artistico Riccardo Frizza.«Il nostro compito, anno dopo anno, è proprio questo - ha concluso -: riportare alla luce e far rinascere le opere donizettiane più rare, quelle meno conosciute o dimenticate dal grande repertorio, restituendo loro voce, dignità e un palco all’altezza. Ogni ritrovamento come questo ci ricorda quanto il catalogo di Donizetti sia ancora capace di sorprenderci, e quanto sia importante continuare il lavoro musicologico sul grande compositore bergamasco».
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