Un bronzo di Manzù e uno scooter Rumi: le novità del Museo Bergamo 900

LA RICORRENZA. Il museo, ospitato nell’ex convento di San Francesco in Città Alta, propone per il suo quinto compleanno dieci nuove testimonianze che raccontano il Novecento bergamasco.

Lettura meno di un minuto.

Bergamo

Un bronzo di Giacomo Manzù, un bozzetto di Sandro Angelini, una pinza freno Brembo e uno scooter Rumi. Sono alcune delle dieci nuove testimonianze che arricchiscono il museo Bergamo 900, in occasione del quinto anniversario dall’apertura, avvenuta il 6 novembre 2021 al Convento di San Francesco.

Il museo, parte del Museo delle storie di Bergamo, racconta il Novecento attraverso vicende locali e grandi avvenimenti storici. I nuovi oggetti saranno inseriti nella sezione «Le voci», dedicata a personalità, imprese e istituzioni del territorio.

Bergamo 900, da Manzù alla Brembo: le novità

Tra le opere esposte il «Busto di giapponese», bronzo realizzato nel 1980 da Giacomo Manzù e concesso in comodato dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

Spazio anche a un bozzetto scenico del 1940 di Sandro Angelini, legato a un balletto con musiche di Gianandrea Gavazzeni, nel trentennale della sua scomparsa.

La storia industriale bergamasca sarà rappresentata da una pinza freno Brembo del 1986 e da uno scooter Rumi Formichino del 1956, proveniente dalla Collezione Bruno Finardi.

Le testimonianze delle due guerre mondiali

Tra le novità figurano alcune pagine del diario del fante Pasquale Mastrogiacomo, prigioniero durante la Prima guerra mondiale, e oggetti appartenuti a un soldato bergamasco.

Per la Seconda guerra mondiale saranno esposti piccoli manufatti delle detenute italiane nel carcere bavarese di Aichach, dove fu rinchiusa anche Betty Ambiveri, eletta nel primo Consiglio comunale di Bergamo del 1946. «Bergamo 900 si arricchisce con dieci nuove testimonianze e conferma la propria natura di cantiere di storie», sottolinea Roberta Frigeni, direttrice scientifica del Museo delle storie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA