Vivere o morire: avventura corsara nel Mediterraneo

IL LIBRO. L’avventura nel nuovo romanzo di Arturo Pérez-Reverte.

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Da sempre fiero oppositore della noia nella vita come in letteratura, Arturo Pérez-Reverte torna nelle librerie italiane con il suo secondo titolo pubblicato dalle raffinatissime edizioni Settecolori. Si tratta de «L’isola della donna addormentata» (con la traduzione di Bruno Arpaia, traduttore che lo accompagna nelle sue ultime uscite in italiano).

Il romanzo contiene tutti gli stilemi tipici della letteratura dello scrittore spagnolo di Cartagena: avventura, eroismo, intrighi politica, mare e guerra. Ma soprattutto molto mare, che fa da sfondo e offre il senso di una lotta che coglie i suoi personaggi sempre in un punto nodale della loro esistenza. Il romanzo offre l’ennesima e bellissima sfaccettatura di una letteratura d’avventura che Pérez-Reverte, tra i pochi oggi, riesce a portare con credibilità oltre il Novecento, seppure al centro della dinamica narrativa vi sia sempre quel secolo e quegli anni Trenta che determinarono la più grande svolta nella storia della civiltà europea degli ultimi secoli.

Lo scontro è quello della guerra civile spagnola, che vede un drammatico e serrato confronto tra franchisti e repubblicani, ma il cuore della vicenda è nel mare Egeo, là dove l’intrigo porta all’inseguimento de «La Lupa», una motorpediniera di ribelli corsari. La scrittura di Pérez-Reverte avvolge il lettore obbligandolo a una lettura serrata, che fatica a distaccarsi dalle pagine del libro. L’autore è uno dei grandi maestri della letteratura contemporanea che insieme a James Ellroy fa parte - pur con tutte le differenze del caso e con un Oceano nel mezzo - di un ristretto gruppo di scrittori capaci di dare al genere una dignità letteraria assoluta. Perché se certamente il testo è coinvolgente, lo è ancora di più la sua scrittura che rende credibile un mondo oggi così difficile da prendere per vero. Un mondo in cui la politica e la guerra vivono a stretto contatto quasi l’una come la conseguenza dell’altra e viceversa. Qualcosa di così drammaticamente simile a quanto stiamo vivendo oggi, ma con una consapevolezza e un’ingenuità che non appartiene ai protagonisti, scafati ed eroici, di Arturo Pérez-Reverte. Un romanzo appassionante, colto e raffinato che non può lasciare indifferenti. Oltre quattrocento pagine condite di colpi di scena e capovolgimenti improvvisi, segnati da un carattere complesso e stratificato di ogni personaggio. Vivere o morire, questa la legge del mar Mediterraneo, cento anni fa come oggi, e in questo romanzo Pérez-Reverte mostra tutto quello che spesso si preferisce non vedere e non sapere.

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