«Wishakespeare» sogna un Festival di mezza estate
IN CITTÀ ALTA. Grande partecipazione alla quarta edizione della maratona teatrale condotta da Maurizio Donadoni e da performance di giovani attori. «Serate tutte piene».
Lettura 2 min.Con la seconda parte dell’indiavolata festa denominata Wish-fool-singing-parade, un originale itinerario dedicato ai «fools» shakespeariani (con la prima parte della quale la manifestazione si era aperta il 2 agosto) si è chiusa domenica sera - 9 agosto - nel chiostro del palazzo della Misericordia Maggiore (Domus Magna) di via Arena, 9 a Bergamo in Città Alta, la quarta edizione di «Wishakespeare», un progetto ideato da 365GRADI Associazione di Promozione Sociale con la direzione artistica di Maurizio Donadoni, che dal 2 agosto fino a ieri sera ha trasformato ancora una volta Bergamo in un luogo di incontro, lettura, ascolto e partecipazione intorno all’opera di William Shakespeare.
«Il bilancio di questa quarta edizione è molto positivo – ci dice Luca Carminati, l’ideatore del progetto – abbiamo avuto diverse serate in overbooking e comunque tutte piene nonostante le temperature. Il percorso è sempre molto apprezzato perché Maurizio Donadoni non fa semplicemente delle letture, ma costruisce intorno a quelle un contorno culturale, capace di muoversi dal mondo scespiriano alla contemporaneità».
Il programma di quest’anno prevedeva la lettura di «La commedia degli errori», «Racconto d’inverno», «Molto rumore per nulla», «La dodicesima notte», «I due gentiluomini di Verona» e sabato«Il mercante di Venezia» seguito da «Playing Shylock».
«Playing Shylock» è un testo della metà degli anni Novanta del drammaturgo canadese Mark Leiren-Young, tradotto da Adamo Lorenzetti che Maurizio Donadoni aveva già proposto in anteprima a BiG deSidera il 22 luglio scorso con una lettura drammatizzata mentre sabato, sempre diretto da Marco Carniti, ha proposto una più articolata mise en espace, ulteriore passo verso lo spettacolo completo previsto per l’edizione nel 2027 di Wishakespeare. Lo spettatore che ha seguito queste serate infatti ha avuto il privilegio di poter seguire la nascita e la prima evoluzione di quello che sarà lo spettacolo vero e proprio che dovrebbe debuttare nell’edizione di Wishakepaere del 2027. Partecipare cioè, dal vivo, alle fasi della costruzione di uno spettacolo che, ha spiegato Donadoni, nella sua versione finale dovrebbe essere ambientato in un teatro dove, subito dopo la rappresentazione de «Il mercante di Venezia», l’attore che interpreta Shylock resta solo sul palco per discutere con gli spettatori del proprio personaggio dato che la rappresentazione è stata sospesa con l’accusa di antisemitismo.
Shylock in scena
«In questo “Playing Shylock” - aveva raccontato Maurizio Donadoni - l’attore protagonista ha appena recitato la parte di Shylock nel “Mercante di Venezia” e annuncia che quella sarebbe stata l’ultima replica perché lo spettacolo è stato accusato di antisemitismo. E allora si mette a difendere il modo in cui lui ha interpretato Shylock, usuraio, ebreo ma anche l’attore che lo interpreta è ebreo, ha avuto i nonni morti nei campi di sterminio. Però Shakespeare l’ebreo lo ha dipinto così ma non in quanto ebreo ma in quanto come il villain del dramma, il cattivo come potrebbero essere Iago, Riccardo III, personaggi che la gente deve odiare».
«”Playing Shylock” è un lavoro ormai quasi pronto, bisogna lavorare sulla scenografia e l’anno prossimo sarà evidentemente pronto – conferma Luca Carminati – è una produzione importante che ci auguriamo non rimanga solo a Bergamo. Un testo che tocca due temi assolutamente importanti: quello dell’antisemitismo che noi oggi viviamo con esasperazione e quello della cancel culture. Ma il tema importante è quello della libertà di espressione dell’arte».
«La prossima sarà la quinta edizione di Wishakespeare - conclude Carminati - per ora ci siamo barcamenati con il sostegno di un gruppo di imprenditori e con i contributi del Comune di Bergamo quelli che vengono erogati alla fine dell’anno con l’avanzo di bilancio per cui devo dire sicuramente grazie. Quello che mi piacerebbe fare sarebbe di costruire un percorso potendo usufruire di un budget sicuro per unire le realtà del territorio dal Donizetti all’Accademia Carrara e tante altre realtà come succede in altri territori in Italia. Per quanto riguarda il Festival che abbiamo in mente sia io che Maurizio – che abbiamo definito un “Festival di mezza estate” – a settembre cominceremo ad imbastire il progetto, quello di provare a coinvolgere, con un bando internazionale, delle Compagnie straniere disposte a rappresentare Shakespeare qui a Bergamo cercando intanto qualcuno che si occupi almeno della loro ospitalità. L’obiettivo è quello di cominciare a impostare il Festival durante la quinta edizione di Wishakespeare dove continueranno le letture di Maurizio e cominciare a cercare di coinvolgere Compagnie disposte ad eseguire in città i loro lavori. Un progetto che sfrutterebbe l’unicità di Bergamo quella di essere una sorta di città scespiriana con le sue quinte naturali: sì, il progetto è ambizioso ma mi sembra il solo modo per farlo».
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