«Bollette a Bergamo, col riscaldamento rincari fino al 38,3%»

LE PREVISIONI. Bollette in aumento in Bergamasca: tra settembre e dicembre una famiglia media potrebbe spendere 1.079 euro, il 38,3% in più rispetto al 2025.

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È la calma apparente prima della tempesta. L’afa è alle spalle, non è più tempo di condizionatore perennemente acceso; il freddo è di là da venire, e i caloriferi sono ancora spenti. Poi arriverà la stangata: Facile.it, noto portale che compara anche le offerte per l’energia, ha stimato che per il periodo settembre-dicembre 2026 le bollette in Bergamasca potrebbero aumentare del 38,3% rispetto agli stessi mesi del 2025. Così, tra gas e luce, una famiglia media andrà a spendere complessivamente 1.079 euro per affrontare l’ultima parte dell’anno, circa 300 in più del previsto. Accanto alle previsioni, ci sono le certezze: a inizio mese l’Arera – l’autorità di regolazione dell’energia – ha comunicato che la spesa dell’utente-tipo del «servizio di tutela della vulnerabilità» (l’ex mercato tutelato) è salita del 6,9%.

«La preoccupazione per i rincari energetici la tocchiamo con mano quotidianamente – sottolinea Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo –: ce la raccontano gli utenti ai nostri sportelli. I prezzi stanno già salendo, l’autunno e l’inverno saranno stagioni calde: rischia di essere un bagno di sangue». Di «famiglie sempre più in difficoltà, in primis per le bollette», parla anche Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo.

La fine del mercato tutelato, negli anni scorsi, ha lasciato una «salvaguardia» per gli utenti cosiddetti vulnerabili (over 75, percettori di bonus sociale, persone con disabilità). Di rialzo in rialzo, quel regime di contratto è ancora davvero così «tutelante»? «Rispetto al mercato libero, non sempre c’è convenienza – risponde Busi –. Anzi, ci sono offerte più vantaggiose. Il problema vero, nel mercato libero, sono gli oneri fissi e soprattutto la possibilità che un’azienda venda dei servizi accessori, come la manutenzione della caldaia o altre offerte: questo non succede nel servizio di tutela della vulnerabilità. Per questo bisogna monitorare periodicamente le fatture e capire quale sia la soluzione più adatta alle proprie necessità. Con l’inverno alle porte e visto quello che sta succedendo, può essere utile stipulare un contratto a prezzo bloccato prima che inizi l’inverno». «Il servizio di tutela, quantomeno, evita alcune sorprese – conferma Perria –: il mercato libero non vende solo energia, ma anche una miriade di servizi non sempre davvero così necessari. Sono tutti balzelli che vanno ad aumentare il costo finale della bolletta».

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