Caldo estremo e organici insufficienti: stato di agitazione nelle sedi Ivs di Pedrengo e Seriate
LE RICHIESTE. Filcams Cgil e Fisascat Cisl Bergamo chiedono interventi immediati per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori: «Non è accettabile continuare a lavorare in queste condizioni»
Lettura 2 min.Pedrengo - Seriate
Caldo estremo negli ambienti di lavoro, organici insufficienti, carichi crescenti e criticità organizzative ancora irrisolte. Per questi motivi le segreterie territoriali di Filcams Cgil Bergamo e Fisascat Cisl Bergamo, insieme alle Rsa delle filiali IVS Italia di Pedrengo e S.Italia di Seriate, hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle due realtà aziendali. I dipendenti sono 200, tra le sedi di Pedrengo, Seriate e Orio al Serio.
Al centro della mobilitazione c’è anzitutto l’emergenza legata alle alte temperature registrate negli ambienti di lavoro e, più in generale, la mancanza di interventi organizzativi e operativi adeguati a garantire condizioni compatibili con la tutela della salute e della sicurezza del personale.
Le criticità, spiegano i sindacati, si manifestano in forme diverse nei due siti, ma con un elemento comune: organici ridotti all’osso, carichi di lavoro in aumento e un’organizzazione che, soprattutto in presenza di temperature estreme, non appare adeguata a fronteggiare l’emergenza climatica.
A Seriate, dove si concentra la parte produttiva, i problemi legati al microclima e al calore nei locali assumono particolare gravità. A fronte delle temperature elevate registrate nei reparti, lavoratrici e lavoratori continuano a operare in un contesto che, secondo le organizzazioni sindacali, richiederebbe interventi urgenti e una diversa organizzazione del lavoro, anche per quanto riguarda pause, rotazioni e gestione delle attività nelle fasce più critiche della giornata.
Nella sede Ivs Italia di Pedrengo, invece, le criticità riguardano in particolare il personale addetto al caricamento e al rifornimento dei distributori automatici sul territorio, i tecnici interni ed esterni e il personale di magazzino. In questo caso, la cronica carenza di personale si traduce in un aggravio dei carichi di lavoro, con giri appesantiti, insufficiente rotazione degli addetti e mancata rimodulazione dell’attività nonostante il caldo eccezionale di queste settimane.
Accanto all’emergenza climatica, Filcams Cgil e Fisascat Cisl segnalano ulteriori problematiche riguardanti l’organizzazione del lavoro, la carenza cronica di personale, il riconoscimento delle prestazioni di lavoro straordinario, gli inquadramenti professionali e la gestione della formazione finanziata tramite il Fondo Nuove Competenze.
«Da settimane – dichiara Lorenzo Cortinovis, funzionario di Filcams Cgil Bergamo – chiediamo all’azienda un confronto che produca risposte concrete. Sul tema delle alte temperature non basta più prendere atto del problema: servono interventi immediati, sia sotto il profilo microclimatico sia sul piano organizzativo. Con organici insufficienti, carichi di lavoro elevati e temperature sempre più estreme, è indispensabile ripensare la gestione del lavoro, prevedere una reale rotazione del personale, alleggerire i giri e rimodulare le attività nelle fasce orarie più critiche. La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori devono venire prima di tutto».
«Lo stato di agitazione – aggiunge Maria Voto, della Fisascat Cisl Bergamo – nasce dall’accumularsi di criticità che da tempo vengono rappresentate alle aziende senza ottenere risposte risolutive. Non parliamo solo di caldo, ma di una gestione complessiva del lavoro che presenta problemi strutturali: carenza di personale, organizzazione inadeguata, difficoltà sul versante degli straordinari, degli inquadramenti e persino una formazione che viene di fatto scaricata dentro la normale prestazione lavorativa. È una situazione che non può più essere affrontata con rinvii o soluzioni parziali».
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi l’immediata apertura di un confronto con le aziende per affrontare complessivamente le problematiche evidenziate. In assenza di risposte adeguate, saranno valutate ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale.
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